L'addio a Enrica Bonaccorti, tra le note di Modugno e la lettera commossa di Renato Zero
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il feretro è entrato nella Chiesa degli Artisti, a Roma, accompagnato dalle note de "La lontananza", quel brano che Enrica Bonaccorti scrisse per Domenico Modugno e che, in un pomeriggio di lutto, è sembrato idealmente ricongiungerla al suo passato di autrice e alla sua scoperta più importante. La folla accorsa in piazza del Popolo, sabato 14 marzo, ha tributato un applauso all'arrivo della salma, accolta dalla figlia Verdiana e dall'ex marito Arnaldo Del Piave, in un clima di raccoglimento che ha visto mescolarsi il dolore dei familiari a quello dei tanti cittadini comuni, come Antonio, che della conduttrice era stato una sorta di claqueur personale, seguendola fedelmente nelle sue trasmissioni.
La cerimonia funebre, officiata da monsignor Antonio Staglianò, è stata attraversata da un'assenza ingombrante e al contempo da una presenza fortissima, quella di Renato Zero. Il cantante, infatti, non era fisicamente in chiesa ma la sua voce è risuonata ugualmente attraverso un messaggio toccante che il parroco ha voluto leggere durante l'omelia. "Sorella, amica, complice", ha esordito la lettera, quasi a voler riassumere in tre parole la complessità di un legame che andava ben oltre la semplice amicizia professionale. Zero ha voluto ricordare come i due si fossero sempre arrangiati, inventandosi giorno per giorno un mestiere diverso, al punto che Bonaccorti si era persino improvvisata sua manager per procurargli qualche scrittura. Un percorso variegato e coinvolgente, lo ha definito l'artista, interrotto bruscamente da un risveglio amaro, dalla consapevolezza che quella fresca risata, quei sorrisi educati e quell'ironia pungente sono diventati silenzio.
L'ultimo saluto del mondo dello spettacolo tra ricordi e limoni
Numerosi i volti noti che hanno voluto essere presenti per l'ultimo saluto. Alba Parietti, arrivata in chiesa, l'ha ricordata non solo come una collega ma come un'amica, sottolineando la sua straordinaria attenzione per l'umanità e la sua capacità di mettere i sentimenti al primo posto, prima ancora del talento artistico. Con loro, anche Alberto Matano, Eleonora Daniele, Valeria Fabrizi, Guillermo Mariotto e Ilona Staller, ciascuno portando un frammento di storia condivisa. Mariotto, in particolare, ha rievocato le lunghe conversazioni davanti allo specchio in camerino, luoghi dove, a suo dire, si dicono più cose che in televisione. A testimonianza della volontà della conduttrice, espressa in vita, nessun fiore reciso ma vasi con piante di limoni, a simboleggiare un legame con la natura e un desiderio di essenzialità che ha caratterizzato anche le sue scelte più private.
Un commiato sulle ali della musica e della poesia
La scelta delle musiche non è stata affidata al caso. Se l'ingresso del feretro è avvenuto sulle note di "La lontananza", a suggellare il sodalizio artistico con Modugno, l'uscita dalla chiesa è prevista sulle note de "Il cielo" di Renato Zero, un ulteriore, implicito dialogo tra i due amici. Nella sua lettera, letta in una chiesa gremita, Zero ha parlato di un'energia che resta, di una poesia che continua a sprigionare bellezza, promettendo che lascerà sempre quella porta aperta, certo che Enrica passerà da lui cento, un miliardo di volte. Parole che hanno trovato eco in quelle di monsignor Staglianò, il quale, rivolgendosi alla figlia e ai presenti, li ha definiti "gli eredi di questa bellezza".
L'eredità di una donna che affrontò la malattia con coraggio
Enrica Bonaccorti, spentasi all'alba di giovedì 12 marzo all'età di 76 anni in una clinica romana, aveva scelto la via della trasparenza già nel settembre del 2025, quando aveva dichiarato pubblicamente di essere malata di tumore al pancreas. Un annuncio social per rompere il silenzio e spiegare la sua scomparsa dalle scene, un gesto che aveva riaperto il dialogo con le tantissime persone che le avevano scritto per offrirle incoraggiamento. La sua carriera, iniziata a teatro accanto a Paola Quattrini e allo stesso Modugno, l'aveva vista diventare uno dei volti più amati della televisione italiana, autrice di testi canori di successo e scrittrice di romanzi. Il funerale di oggi, con la sua folla silenziosa e le sue testimonianze autentiche, ha restituito l'immagine di una professionista amata e di una donna che, fino alla fine, ha cercato di trasformare le assenze in voce.




