Salute mentale, l'allarme dei neuropsichiatri: segnali di disagio già a tre anni

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come "parte essenziale della salute generale di un individuo", la salute mentale, nondimeno, si conferma l'ambito dove gli investimenti risultano più carenti, un paradosso che colpisce in modo particolare i più giovani. In Europa, stando ai dati dell'OMS, un bambino o adolescente su tre non riceve le cure di cui avrebbe bisogno, un dato allarmante che fotografa una difficoltà di accesso ai servizi che ha conseguenze profonde. In Italia, le cifre parlano chiaro: il venti percento dei minorenni, ovvero circa due milioni di individui, è affetto da un disturbo neuropsichiatrico, una platea sterminata che evidenzia l'urgenza di un cambio di rotta nelle politiche sanitarie. La situazione, del resto, appare ancor più critica se si considera che molti di questi disturbi, i cui primi campanelli d'allarme possono manifestarsi già in età prescolare, intorno ai tre anni, richiederebbero un intervento tempestivo per essere efficacemente contrastati.

L'epidemia silenziosa tra gli adolescenti

La fascia d'età più vulnerabile, come sottolineano le ricerche, è quella che va dall'adolescenza alla prima giovinezza. L'OMS stima che il quattordici percento degli adolescenti tra i dieci e i diciannove anni, corrispondenti a circa settecentomila ragazzi e ragazze nel nostro paese, soffra di un disturbo mentale diagnosticato. Poiché più della metà di queste problematiche insorge prima del quindicesimo compleanno e l'ottanta percento si manifesta entro i diciotto anni, la finestra per un intervento precoce si rivela decisiva. A dominare il panorama emotivo sono sentimenti di ansia e preoccupazione, che un giovane su tre dichiara di sperimentare con frequenza, come emerge dall'ultima indagine dell'Osservatorio Sanità di UniSalute, la quale dipinge il ritratto di una generazione che convive con un'incertezza costante sul proprio domani.

Il piano nazionale e la strategia sulle reti territoriali

Di fronte a questa emergenza, il ministro della Salute ha annunciato il completamento del Piano nazionale per la salute mentale, sottolineando come la materia "non sia più un tema marginale" nell'agenda di governo. Durante un question time alla Camera, ha illustrato gli assi portanti della strategia, che punta su diagnosi precoci e sul potenziamento delle reti territoriali. Il piano, che prevede interventi specificamente rivolti ai giovani e progetti da realizzare all'interno delle scuole, è stato accompagnato dal rifinanziamento del cosiddetto bonus psicologico e dall'avvio di strumenti digitali concepiti per l'intercettazione precoce del disagio, un tentativo di aggiornare gli strumenti di cura alle nuove esigenze.

La sfida dell'accesso alle cure e il lavoro di squadra

La difficoltà di garantire un accesso universale e tempestivo alle cure rimane, tuttavia, l'ostacolo principale da superare. La carenza di investimenti, di cui parlano i neuropsichiatri infantili, si traduce in liste d'attesa prolungate e in una disomogeneità dell'offerta sul territorio nazionale, che lascia indietro molte famiglie. L'appello del ministro per un "lavoro di squadra" va in questa direzione, riconoscendo la necessità di un coordinamento tra istituzioni, servizi sanitari locali e mondo della scuola per costruire una risposta efficace a un fenomeno che, toccando quasi due milioni di minorenni e oltre sedici milioni di italiani in totale, assume le dimensioni di una questione nazionale prioritaria.

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