La Georgia sospende l'adesione all'UE
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Redazione Esteri
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La Georgia, sotto la guida del primo ministro Irakli Kobakhidze, ha deciso di sospendere i negoziati per l'adesione all'Unione Europea fino al 2028. Questa decisione, annunciata in un contesto di tensioni crescenti, ha scatenato proteste di piazza nella capitale Tbilisi e in altre città del paese. Migliaia di manifestanti, sostenitori dell'integrazione europea, si sono scontrati con la polizia, che ha utilizzato gas lacrimogeni per disperdere la folla.
Il governo di Tbilisi, controllato dall'oligarca filorusso Bidzina Ivanishvili, ha giustificato la sospensione dei colloqui con l'UE citando "ricatti e manipolazioni" da parte delle istituzioni di Bruxelles. Questa mossa rappresenta un significativo passo indietro per un paese che aveva avviato il processo di adesione nel 2005, dopo la Rivoluzione delle Rose. La decisione di congelare i colloqui fino al 2028 implica anche che la Georgia non accetterà alcun tipo di sovvenzione da parte dell'UE nei prossimi tre anni.
In questo contesto di incertezza politica, emerge la figura di Mikheil Kavelashvili, ex attaccante del Manchester City, che si appresta a diventare il nuovo presidente della Repubblica della Georgia. La sua elezione, sebbene principalmente simbolica, certifica il dominio assoluto del partito "Sogno Georgiano", che ha vinto le elezioni di ottobre e si è insediato al governo.
Gli scontri tra polizia e manifestanti pro-UE a Tbilisi sono solo l'ultimo episodio di una serie di tensioni che hanno caratterizzato la politica georgiana negli ultimi anni.




