Ucraina colpisce due raffinerie di petrolio in Russia, Zelensky rivendica gli attacchi a lungo raggio

Ucraina colpisce due raffinerie di petrolio in Russia, Zelensky rivendica gli attacchi a lungo raggio
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'Ucraina ha portato a termine un'offensiva notturna contro due raffinerie di petrolio situate in territorio russo, con il presidente Volodymyr Zelensky che ha personalmente confermato e rivendicato gli attacchi come parte di una strategia volta a indebolire le capacità belliche di Mosca. Le operazioni si inseriscono in una campagna più ampia che sta mettendo sempre più a dura prova le infrastrutture energetiche della Federazione Russa e la sua logistica militare.

Gli obiettivi dell'offensiva: Slavyansk e Jaroslavl

Nel dettaglio, le forze di difesa ucraine hanno preso di mira la raffineria di Slavyansk, situata nel territorio di Krasnodar a circa 300 chilometri dalla linea del fronte, e un impianto nella regione di Jaroslavl, quest'ultimo posizionato a circa 700 chilometri dal confine ucraino.

La raffineria di Slavyansk, in particolare, è considerata un nodo cruciale per il rifornimento di carburante alla penisola di Crimea, mentre l'impianto di Jaroslavl rappresenta uno dei più grandi complessi di raffinazione della Russia, con una capacità di progetto stimata in 15 milioni di tonnellate di petrolio all'anno.

In un post sulla piattaforma X, il presidente ucraino ha descritto le operazioni come "sanzioni a lungo raggio", sottolineando che ogni attacco riduce le risorse a disposizione della macchina da guerra russa e rappresenta un passo avanti verso la pace.

La risposta russa e i danni riportati

Sul fronte opposto, le autorità russe hanno confermato gli attacchi e la conseguente situazione di emergenza. Il governatore della regione di Krasnodar, Veniamin Kondratyev, ha riferito che i detriti dei droni abbattuti hanno causato un incendio presso la raffineria di Slavyansk, danneggiando anche linee elettriche, un gasdotto e alcune abitazioni private, con un bilancio provvisorio di un morto e un ferito.

Nella regione di Jaroslavl, il governatore Mikhail Yevrayev ha annunciato il blocco temporaneo delle uscite dalla città a causa della minaccia dei droni. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver intercettato e distrutto oltre 213 droni durante la notte in 13 regioni, inclusa la penisola di Crimea e il Mar Nero, ma l'impatto confermato sugli impianti strategici dimostra che un numero significativo di munizioni è riuscito a superare le difese.

Il contesto della campagna ucraina

Questi attacchi rappresentano l'ultimo episodio di una strategia offensiva che Kiev sta portando avanti da mesi con crescente intensità. L'obiettivo dichiarato è colpire una delle principali fonti di entrate per il Cremlino e ridurre la capacità logistica dell'esercito russo, un approccio che sta già mostrando i suoi effetti in Crimea, dove si registra una grave crisi di carburante con lunghe code ai distributori e forniture limitate.

Negli ultimi giorni, l'Ucraina ha rivendicato una serie di operazioni di successo contro obiettivi strategici, inclusi attacchi a raffinerie nella Repubblica del Bashkortostan e il danneggiamento di una stazione di pompaggio di Vtorovo, vitale per l'approvvigionamento di carburante alla capitale russa.

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