Il piano ‘ReconKering’ di Luca de Meo, tra reset industriale e la scommessa sul ‘Next Luxury’
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Redazione Economia
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Sette mesi esatti dopo il suo insediamento – un lasso di tempo che, va detto, il manager ha utilizzato per un’analisi approfondita degli ingranaggi interni – Luca de Meo ha svelato ieri alla Stazione Leopolda di Firenze le carte del rilancio di Kering. Il gruppo francese, proprietario di marchi iconici come Gucci e Saint Laurent, ha così messo nero su bianco una roadmap che, nelle intenzioni, dovrebbe restituire slancio a una macchina da guerra del lusso recentemente appesantita da performance altalenanti. Il progetto, battezzato ‘ReconKering’, non è soltanto un elenco di buoni propositi, bensì una strategia articolata che, come spiegato dallo stesso de Meo, intende fornire dei “punti fermi” piuttosto che semplici promesse. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, ristabilire quella disciplina operativa che sembra essersi affievolita durante gli anni di espansione sfrenata; dall’altro, riallineare il conglomerato verso una traiettoria di leadership che abbracci le nuove evoluzioni del mercato, senza però recidere le radici del lusso tradizionale.
La sequenza temporale: reset, ricostruzione e riconquista
A guardare il cronoprogramma, il management ha voluto scandire il tempo con precisione quasi maniacale, suddividendo il percorso in tre macro-fasi ben distinte. La prima, denominata “Reset”, è già in atto e dovrà concludersi entro il 2026: in questa finestra temporale rientrano le manovre di riduzione del debito – sceso a 8 miliardi grazie anche alla cessione del ramo beauty a L’Oréal e ad alcune operazioni immobiliari di pregio – e la semplificazione dell’architettura organizzativa. La seconda fase, quella della “Ricostruzione”, si estenderà fino al 2028: è in questo arco di tempo che il gruppo prevede di più che raddoppiare il margine operativo ricorrente, partendo da una base del 2025 che si attestava intorno all’11%. Il traguardo finale, fissato al 2030, è la “Riconquista” della leadership nel cosiddetto “Next Luxury”, un concetto che, nelle slide presentate agli analisti, fonde le nuove tecnologie, le aspettative inedite dei consumatori e l’esplorazione di nuove categorie merceologiche.
Gucci, la priorità assoluta: meno volume e più desiderabilità
Non c’è dubbio che il nodo cruciale di questa partita resti il marchio della doppia G. Gucci, va ricordato, rappresenta ancora una fetta consistente dei ricavi del gruppo, e la sua sovraesposizione è stata a lungo un tallone d’Achille. Il piano presentato da de Meo – che ha paragonato il brand a un gusto piccante e non alla “vaniglia” – prevede un intervento chirurgico sulla distribuzione: l’obiettivo è tagliare del 20% gli spazi di vendita e ridurre del 30% i punti vendita outlet entro il 2030, per tentare di raddoppiare la densità delle vendite. Si punta a produrre “meno ma meglio”, semplificando l’offerta di prodotto (si parla di una riduzione del 20% delle referenze) e riportando al centro l’artigianalità e la qualità, in quella che è stata definita la strategia del “True Luxury”.
La nuova piattaforma a cinque hub e la svolta nella gioielleria
A livello rativo, de Meo ha ridisegnato la struttura interna per renderla più agile, istituendo una piattaforma comune che ruota attorno a cinque hub specifici: Industria, Cliente, Tecnologia, Sostenibilità e Funzioni di supporto. Questa centralizzazione, spiega il gruppo, servirà a fornire capacità condivise laddove le economie di scala creano valore, senza per questo soffocare l’identità creativa delle singole maison. Parallelamente, l’attenzione si è spostata sulla gioielleria, un segmento ad alto margine che Kering intende far decollare. È nata così Kering Jewelry, una divisione unica che riunisce firme come Boucheron, Pomellato e Qeelin, con l’ambizione dichiarata di raddoppiare il giro d’affari del comparto entro il 2030. Non manca, infine, un accenno all’innovazione tecnologica, con la divisione eyewear che, in sinergia con Google, guarda al futuro degli smart glasses, sebbene i tempi di lancio restino ancora avvolti nel mistero.




