Cambia il fuorigioco? La proposta di Infantino per il calcio del futuro
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Redazione Sport
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Il calcio, come ogni disciplina che intenda restare al passo con i tempi, non può sottrarsi a un esame critico delle proprie norme costitutive. È in quest'ottica di costante ricerca del progresso, dettata anche dalla volontà di aumentare la spettacolarità e il numero di reti, che si inserisce l’ultima riflessione lanciata dal presidente della FIFA, Gianni Infantino. Parlando al World Sports Summit di Dubai, il numero uno del calcio mondiale ha infatti delineato un possibile futuro diverso per una delle regole più dibattute e decisive: il fuorigioco. Una proposta, la sua, che – sebbene ancora in una fase embrionale di studio – mira a ribaltare l’attuale interpretazione, suggerendo di sanzionare solo le posizioni in cui l’attaccante si trovi "completamente davanti" all’ultimo difensore, e non più semplicemente in linea o con una parte del Corpo avanzata. Un cambiamento potenzialmente epocale, che ridisegnerebbe i confini della zona di gioco lecita per gli attaccanti, alleggerendo di fatto il vincolo a cui sono oggi sottoposti.
L'evoluzione tecnologica al servizio del gioco
Il discorso di Infantino, che ha toccato anche altri nodi cruciali per il presente e il futuro dello sport, non poteva non soffermarsi sul ruolo dell’assistenza video arbitrale. Il Var, introdotto con l’obiettivo dichiarato di rendere il gioco "più giusto" concedendo agli arbitri la possibilità di correggere errori macroscopici, è oggi al centro di progetti di potenziamento tecnologico. L’idea è quella di affinare ulteriormente gli strumenti a disposizione, rendendo le decisioni sempre più rapide e precise, in un processo di miglioramento continuo che la FIFA persegue. D’altronde, la tecnologia – come dimostrato – non deve essere un fine, bensì un mezzo per valorizzare il fattore umano in campo, supportandolo senza sostituirne il giudizio e l’autorità, in un equilibrio delicato ma necessario.
La battaglia contro le interruzioni
Accanto alla rivoluzione normativa e a quella tecnologica, un altro fronte su cui si concentra l’azione della federazione internazionale è la lotta alle perdite di tempo, fenomeno che spezza troppo frequentemente il ritmo delle partite, smorzandone l’intensità e frustrando gli spettatori. Il tentativo di reprimere queste pratiche, spesso ritenute antisportive, va di pari passo con la volontà di garantire un flusso di gioco più continuo e avvincente. Si tratta di un intervento complementare a quello sulle regole, perché un calcio più spettacolare non nasce solo da un aumento delle occasioni da rete, ma anche da una maggiore fluidità dell’azione, che mantenga alta la tensione e l’interesse per i novanta minuti.
Un dibattito destinato a durare
Le parole del presidente della FIFA, com’è ovvio, non costituiscono un annuncio ufficiale di modifica regolamentare, ma piuttosto l’apertura di un dibattito destinato a coinvolgere tutti gli attori del mondo del calcio. Qualsiasi cambiamento al regolamento del fuorigioco, del resto, richiederebbe un iter complesso e una valutazione approfondita degli effetti sul campo, con sperimentazioni e analisi scrupolose. Tuttavia, il semplice fatto che se ne discuta apertamente a così alto livello indica la direzione di marcia: un calcio che non tema di mettersi in discussione, cercando di bilanciare la sacralità della tradizione con l’esigenza di evolversi, nella speranza di offrire emozioni sempre più forti a chi lo vive e lo segue in ogni angolo del pianeta.




