Caldo record in Svizzera, il 2026 supera già l’estate del 2003: allarme siccità e morti tra gli anziani

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Già a fine luglio, molte stazioni di rilevamento elvetiche avevano contato un numero di giornate di canicola superiore a quello registrato nell’intera, torrida estate del 2003, finora considerata la più calda da quando esistono le misurazioni. E la serie non accenna a fermarsi, anzi: il 2026 si appresta a mettere in ombra anche quel record storico, almeno per quanto concerne la frequenza delle giornate con temperature oltre i trenta gradi.

Per il momento, al Sud delle Alpi resistono ancora i primati assoluti riguardanti la temperatura più alta mai registrata in Svizzera – i 41,5 gradi centigradi misurati a Grono l'11 agosto del 2003 – e il numero totale di giornate che superano quella soglia, ma l'andamento delle ultime settimane suggerisce che anche questi estremi potrebbero essere rivisti prima della fine della stagione.

L'evoluzione della situazione e il pericolo incendi

L'ondata di caldo che sta interessando il Paese, in particolare la regione meridionale, ha costretto le autorità a mantenere alta la guardia sul fronte degli incendi boschivi, con un pericolo che permane in ampie parti del territorio federale e che, secondo i meteorologi, non troverà sollievo nelle precipitazioni previste per i prossimi giorni.

Venerdì, a causa di una maggiore attività convettiva, le temperature dovrebbero finalmente scendere sotto i 33 gradi, ma durante le ore più calde l'umidità relativa si attesterà comunque tra il 30 e il 45 percento, condizioni che non solo non attenuano il disagio fisico ma contribuiscono ad aggravare il rischio di propagazione delle fiamme. Non si esclude, anzi, che l'allerta possa essere nuovamente innalzata se il termometro dovesse superare le attese, anche se per il momento il livello di allarme è stato ridimensionato a 3.

La denuncia dell'esperta Onu: morti evitabili

In questo contesto di emergenza climatica, la voce di Eleni Myrivili, massima esperta delle Nazioni Unite per la lotta contro il caldo, si è levata con particolare durezza verso la Confederazione. "Queste morti avrebbero potuto essere evitate: non c'è scusa, davvero nessuna", ha dichiarato la funzionaria internazionale, riferendosi ai dati allarmanti che a fine giugno hanno già evidenziato una sovramortalità di 340 anziani attribuibile alle temperature eccezionali.

Il monito dell'esperta Onu, riportato dall'agenzia Keystone-ATS, sottolinea come il sistema di allerta e protezione civile svizzero, nonostante l'elevato standard di vita e le risorse a disposizione, non sia ancora sufficientemente preparato a gestire l'impatto delle ondate di calore sulla fascia più vulnerabile della popolazione, lasciando scoperte lacune che si traducono in vite spezzate.

La crisi idrica nel Mendrisiotto e le restrizioni

Parallelamente all'emergenza sanitaria, la crisi idrica sta mettendo in ginocchio i comuni del basso Mendrisiotto, dove a partire da oggi è stato introdotto con effetto immediato il grado di siccità livello 1 per i centri di Balerna, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo. Le nuove ordinanze impongono il divieto assoluto di lavaggi auto e riempimenti di piscine, mentre le irrigazioni vengono limitate a un massimo di tre volte a settimana, a giorni alterni, secondo il numero civico di appartenenza.

Michele Tadè, segretario del Servizio Idrico Basso Mendrisiotto, ha confermato che la situazione sta peggiorando rispetto a una quindicina di giorni fa, quando era stato lanciato il primo invito alla parsimonia: da allora, le riserve idriche non hanno fatto altro che assottigliarsi sotto i colpi di una canicola che non dà tregua.

Gli effetti combinati del caldo estremo e della scarsità d'acqua stanno quindi mettendo a dura prova non solo l'ecosistema e l'agricoltura, ma anche la quotidianità dei cittadini, costretti a fare i conti con restrizioni che potrebbero diventare più severe nelle prossime settimane. Se da un lato il calo termico previsto per venerdì offre un lieve sollievo, dall'altro gli esperti avvertono che si tratta solo di una pausa temporanea in un'estate che, con ogni probabilità, entrerà negli annali per la sua durata e intensità.

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