Un rogo di immane proporzioni a Rutigliano: il capannone della Terminal Puglia divorato dalle fiamme

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Fiamme alte più di dieci metri e una colonna di fumo denso e nero, talmente imponente da essere scorta a chilometri di distanza, hanno segnato l'alba del 27 dicembre a Rutigliano, in provincia di Bari, dove un vastissimo incendio è divampato all'interno di un gigantesco capannone della Terminal Puglia. Il rogo, che ha interessato una struttura logistica di oltre trentamila metri quadrati contenente merci di varia natura, è scoppiato intorno alle sette del mattino lungo la via che collega Rutigliano ad Adelfia, richiamando sul posto una massiccia quantità di forze di soccorso. Alcuni automobilisti di passaggio, tra cui un residente di Triggiano, hanno ripreso e condiviso le prime, drammatiche immagini delle fiamme che avvolgevano l'edificio poco prima dell'arrivo dei Vigili del Fuoco, contribuendo a diffondere la notizia attraverso chat private e social network.

L'intervento dei soccorsi per contenere la deflagrazione

Sul luogo della disgrazia, che rappresenta uno dei centri logistici più rilevanti dell'intero Mezzogiorno, sono intervenuti ben venti mezzi dei Vigili del Fuoco, mobilitati per un'operazione di contenimento di eccezionale portata. Tre squadre specializzate, coadiuvate da operatori addetti all'autoscala e a un'autobotta in grado di trasportare ventottomila litri d'acqua, hanno lavorato senza sosta per domare le fiamme e impedire che il fuoco, divampando con furia, potesse espandersi ulteriormente nell'area industriale circostante. L'intervento, complesso e rischioso a causa dell'ampiezza della superficie coinvolta e della presenza di materiali combustibili, ha progressivamente portato a una stabilizzazione della situazione, tanto che, dopo ore di lavoro, il rogo sembrerebbe ormai essere stato domato e la situazione risulterebbe sotto controllo.

Le indagini per accertare le cause del disastro

Sebbene le autorità, per fortuna, abbiano potuto confermare l'assenza di feriti o di persone coinvolte direttamente nel disastro, l'attenzione si concentra ora sulle cause che hanno innescato un evento di tale gravità. L'immenso capannone, le cui dimensioni sono stimate da alcune fonti fino a quarantamila metri quadri, ospitava una pluralità di beni, fattore che ha senza dubbio alimentato l'intensità e la rapidità di propagazione delle fiamme. Le immagini riprese dai droni, diffuse successivamente, mostrano l'entità dei danni strutturali subiti dall'edificio e la vastità dell'area coperta dal fumo, offrendo una visione chiara, seppur desolante, della potenza distruttiva del fenomeno.

Le conseguenze per il polo logistico pugliese

L'incidente, oltre a provocare danni economici ingenti, solleva inevitabili interrogativi sulla sicurezza di infrastrutture logistiche così critiche per il tessuto produttivo regionale. La Terminal Puglia, infatti, riveste un ruolo cardine negli scambi commerciali del Sud Italia, e un episodio come questo ne interrompe bruscamente l'operatività, con ripercussioni a catena che andranno valutate nelle prossime settimane. Le forze dell'ordine, mentre procedono alle consuete operazioni di bonifica e di raffreddamento dei punti ancora caldi, hanno già avviato le indagini di competenza per tracciare un quadro preciso della dinamica, esaminando ogni possibile ipotesi sulla origine del terribile incendio.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.