Autobus divorato dalle fiamme a Roma, un monopattino elettrico finito nel mirino delle indagini
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Redazione Interno
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Un rogo improvviso, divampato con una violenza tale da ridurre a un ammasso di metallo torto un autobus di linea nel cuore di Tor Pignattara, ha riacceso i riflettori, e non è la prima volta, sui rischi legati alla mobilità elettrica di ultima generazione. Le fiamme, che secondo le prime, concordi ricostruzioni avrebbero avuto origine da un monopattino elettrico trasportato da un passeggero, hanno completamente avvolto il mezzo pubblico, un autobus della linea 557, costringendo all’evacuazione immediata di tutti i presenti, i quali, per fortuna, sono riusciti a mettersi in salvo senza conseguenze fisiche. L’episodio, che ha trasformato un normale tragitto in un evento drammatico, sebbene senza feriti, si è consumato all’incirca all’ora di pranzo in piazza Giuseppe Cardinali, un crocevia di vita quotidiana, dove l’intervento dei vigili del fuoco è stato necessario per domare un incendio di notevole entità, tale da richiedere l’impiego di due autobotti per essere spento del tutto.
Le operazioni di soccorso e la chiusura dell'area
La Sala Operativa dei vigili del fuoco, allertata intorno alle tredici, ha prontamente disposto l’invio di una squadra e di mezzi specializzati, le cui operazioni, complesse e delicate, hanno reso inevitabile delimitare un’ampia zona e interdirla al traffico locale per diverse ore. La piazza, che normalmente è percorsa da automobili e pedoni, si è così trasformata in un perimetro di sicurezza, presidiato per consentire non solo lo spegnimento delle fiamme, ormai divampate in modo incontrollato, ma anche le successive e altrettanto cruciali operazioni di messa in sicurezza di quel che restava del veicolo, ormai irriconoscibile. L’intervento, risolutivo e tempestivo, ha evitato che il danno si estendesse ad altre aree o che, peggio ancora, qualcuno rimanesse coinvolto in un disastro che poteva assumere contorni ben più tragici.
L’indagine interna e il regolamento disatteso
L’azienda di trasporto, l’Atac, ha da subito avviato un’indagine interna per accertare le dinamiche precise dell’accaduto, concentrandosi in particolar modo sulla testimonianza che indica nel monopattino elettrico, portato a bordo in maniera impropria, la causa prima dello scoppio dell’incendio. È infatti bene ricordare che il regolamento di Atac, il quale vieta espressamente il trasporto di tali dispositivi sui mezzi pubblici per prevenire situazioni di pericolo proprio come questa, è stato palesemente disatteso, sollevando questioni non marginali riguardo al rispetto delle norme e alla sicurezza collettiva. I tecnici, chiamati a esaminare il rottame e a ricostruire la sequenza degli eventi, dovranno stabilire con certezza se l’innesco sia da attribuire a un difetto della batteria, a un cortocircuito o a un altro fattore tecnico, un’ipotesi, quella del guasto al dispositivo, che appare al momento la più accreditata.
Un episodio che riapre il dibattito sulla sicurezza
Questo grave incidente, per quanto si sia concluso senza lutti, si inserisce in un filone di episodi analoghi che, in diverse città, hanno visto i mezzi di micromobilità elettrica trasformarsi in potenziali fonti di pericolo, specialmente quando le loro batterie, soggette a surriscaldamento o a malfunzionamenti, vengono utilizzate o trasportate in spazi confinati e affollati. La rapidità con cui le fiamme si sono propagate all’interno dell’autobus, alimentate forse da materiali plastici o altri componenti del veicolo, dimostra quanto un evento del genere possa sfuggire al controllo in pochi, drammatici istanti. La totale distruzione del bus, del resto, è lì a testimoniare la potenza distruttiva del fuoco, che ha trovato, in quel monopattino, un combustibile insidioso e imprevedibile, un dettaglio che non può essere ignorato né dalle aziende di trasporto né dagli utenti.




