Calhanoglu e i capi ultrà, incontri nonostante il divieto dell'Inter
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Redazione Sport
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Hakan Calhanoglu, centrocampista dell'Inter, ha ammesso di essersi incontrato con Marco Ferdico e Antonio Bellocco, i capi ultrà della Curva Nord, nonostante il divieto imposto dalla società nerazzurra. Il calciatore turco, convocato come testimone dagli investigatori della Squadra Mobile di Milano nell'ambito dell'inchiesta "Due Curve" della Dda, ha dichiarato di non essere mai uscito a cena con loro e le rispettive famiglie, ma di aver avuto comunque contatti per ricambiare gli attestati di solidarietà ricevuti in occasione del terremoto che colpì la Siria e la Turchia nel 2023.
L'inchiesta, che ha portato all'arresto di 19 membri dei direttivi del tifo organizzato di Inter e Milan, ha visto Calhanoglu spiegare che, nonostante le raccomandazioni della dirigenza del club di evitare qualsiasi contatto con gli ultrà, ha ritenuto opportuno incontrare Ferdico e Bellocco per ringraziarli del sostegno mostrato nei suoi confronti e del suo Paese durante un momento di grande difficoltà. Il calciatore ha sottolineato che tali incontri non avevano finalità diverse da quelle di esprimere gratitudine e che non ha mai subito pressioni da parte dei capi ultrà.
Le dichiarazioni di Calhanoglu sono emerse durante un interrogatorio condotto dagli investigatori della Squadra Mobile di Milano, che stanno cercando di fare luce sui rapporti tra i calciatori e i gruppi organizzati di tifosi. L'inchiesta "Due Curve" ha scosso il mondo del calcio milanese, portando alla luce dinamiche complesse e spesso poco trasparenti tra i protagonisti del campo e i leader delle tifoserie.
Calhanoglu ha ribadito di aver sempre agito in buona fede e di non aver mai avuto intenzione di violare le direttive del club.




