Ex Ilva avanza verso l'amministrazione straordinaria
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Redazione Interno
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L'ex Ilva, ora nota come Acciaierie d'Italia, si avvicina sempre più all'amministrazione straordinaria. Questo è il risultato di una recente decisione del Tribunale Ordinario di Milano, che ha respinto la richiesta di Acciaierie d'Italia di avviare una composizione negoziata della crisi.
Il ruolo di Invitalia
Invitalia, socio di minoranza al 30% di Acciaierie d'Italia, ha ottenuto il permesso di richiedere l'apertura dell'amministrazione straordinaria. Questa decisione è stata presa dal presidente del tribunale di Milano, Fabio Roia, e dal giudice Francesco Pipicelli.
Il rifiuto della composizione negoziata
La società aveva presentato un'istanza per la composizione negoziata della crisi alla Camera di Commercio il 15 gennaio. Tuttavia, il giudice Pipicelli ha respinto questa richiesta, aprendo la strada all'amministrazione straordinaria.
La posizione di Morselli
Lucia Morselli, alla guida di Acciaierie d'Italia, aveva spinto per la composizione negoziata. Questa procedura avrebbe permesso agli organi sociali di rimanere al loro posto con i relativi poteri. Invece, con l'amministrazione straordinaria, subentra un commissario e i vecchi organi non ricevono la tutela della manleva.
Il via libera all'amministrazione straordinaria
Il Tribunale di Milano ha dato il via libera all'amministrazione straordinaria dell'ex Ilva. Ha respinto l'istanza di Acciaierie d'Italia, partecipata dal gruppo franco-indiano ArcelorMittal e dallo Stato tramite Invitalia, contro l'amministrazione straordinaria. Il giudice ha dichiarato "manifestamente non fondata la questione di legittimità costituzionale" sollevata dai legali di Acciaierie d'Italia in merito al decreto che consente al socio pubblico di avviare l'amministrazione straordinaria.




