Fulminacci e la messa in scena della banana per smascherare il playback da Mara Venier

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La tradizione, si sa, vuole che il giorno dopo la chiusura del Festival di Sanremo gli artisti si trasferiscano in blocco dal teatro Ariston al salotto di Domenica In, dando vita a una lunga e rituale puntata speciale condotta da Mara Venier. Ed è in questo contesto, che pure ha visto la partecipazione di tutti i big in gara, che l’intervento di Fulminacci ha preso una piega inaspettata, regalando forse il momento più genuinamente ironico della giornata. Reduce dal settimo posto in classifica e, soprattutto, dalla vittoria del prestigioso Premio della Critica Mia Martini con il brano Stupida sfortuna -10, il cantautore romano si è presentato davanti alle telecamere della ammiraglia Rai per eseguire nuovamente il suo pezzo. La sua performance, tuttavia, ha presto deviato dal copione standard previsto per queste occasioni, trasformandosi in una piccola e sofisticata provocazione.

Un microfono fuori uso e la scelta consapevole dell’ironia

Mentre la base di Stupida sfortuna cominciava a diffondersi nell’aria dell’Ariston, trasformato per l’occasione nello studio televisivo domenicale, Fulminacci ha compiuto un gesto semplice ma dal significato inequivocabile. Invece di impugnare il microfono, ha estratto e portato alle labbra una banana, finta o vera che fosse, e ha cominciato a muovere le labbra seguendo il brano, svelando con nonchalance ciò che in molti sospettano ma che raramente viene dichiarato in maniera così plateale: l’utilizzo del playback. Non si è trattato, lo ha chiarito lo stesso artista con una battuta a fine esibizione, di una presa di posizione militante contro le pratiche televisive. Alla domanda della Venier, che dopo lo stupore iniziale ha cercato una spiegazione, Fulminacci ha liquidato la questione con una risposta scherzosa, riferendosi alla perdita della voce durante i festeggiamenti post-sanremesi. Una motivazione che, nella sua leggerezza, ha contribuito ad alleggerire ulteriormente il clima, trasformando un potenziale imbarazzo tecnico in un siparietto riuscito.

Il richiamo alla copertina e una carriera in ascesa

La scelta dell’insolito oggetto di scena, però, non è stata né casuale né dettata esclusivamente dall’estro del momento. La banana, come molti fan hanno subito riconosciuto, è un elemento grafico distintivo dell’universo visivo che accompagna Stupida sfortuna, apparendo prominentemente nella copertina del singolo presentato alla kermesse. Questo dettaglio non fa che confermare, se mai ve ne fosse bisogno, l’attenzione che il cantautore, all’anagrafe Filippo Uttinacci, dedica alla costruzione della propria immagine e alla narrazione che circonda la sua musica. Un’attenzione che gli è valsa non solo il riconoscimento della critica, ma anche una solida posizione nelle preferenze del pubblico e della sala stampa, che lo avevano già inserito tra i cinque più votati al termine della prima serata del Festival.

Una settimana di consensi per il cantautore romano

Al di là della gag televisiva andata in scena da Mara Venier, la partecipazione di Fulminacci a questa edizione del Festival di Sanremo lascia un segno profondo nel suo percorso artistico. Stupida sfortuna è un brano che parla di solitudine, di ricerca e di un malinconico perdersi, temi che hanno evidentemente trovato una forte connessione con i giornalisti specializzati, tanto da valergli il Premio Mia Martini. E se la classifica finale lo ha visto chiudere al settimo posto, il plauso della critica rappresenta una medaglia importante, che va ad aggiungersi a una traiettoria musicale iniziata anni fa e già costellata di soddisfazioni, come la Targa Tenco vinta nel 2019 per l’opera prima. Il nuovo album, Calcinacci, del resto, è atteso per il 13 marzo e promette di esplorare ulteriormente quelle macerie e quella ricostruzione personale che già traspaiono nei suoi versi.

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