Fulminacci a Domenica In sostituisce il microfono con una banana e svela il playback
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il giorno dopo la chiusura del settantaseiesimo Festival di Sanremo, il teatro Ariston si trasforma per l’occasione nel salotto di Domenica In, e la tradizione, si sa, impone agli artisti appena scesi dal palco più importante della canzone italiana di ripresentarsi al pubblico da Mara Venier. Una consuetudine, questa, che porta con sé un retroscena tecnico non da poco: le esibizioni, per ragioni organizzative legate ai tempi stretti e alla stanchezza accumulata dai cantanti durante la settimana del Festival, avvengono in playback. Ed è proprio su questo meccanismo, ormai rodato, che i protagonisti della kermesse giocano spesso scherzosamente, cercando di ironizzare sulla mancanza del vivo. Fulminacci, settimo classificato e vincitore del prestigioso premio della critica Mia Martini con il brano Stupida sfortuna, ha scelto la via dell’umorismo surreale per commentare la situazione.
Un gesto ironico che parte dalla copertina del disco
Accolto dagli applausi e dalle domande della conduttrice, il cantautore romano ha impugnato una banana, brandendola come fosse un microfono, e ha cominciato a mimare le parole della sua canzone. Il gesto, che ha strappato una risata a Mara Venier e agli ospiti presenti in studio, non è stato affatto casuale: la copertina del suo singolo sanremese, infatti, presenta proprio una banana come elemento grafico predominante. Un oggetto semplice, quasi quotidiano, trasformato in un simbolo che ha permesso a Fulminacci di smascherare con leggerezza la pratica del playback. Alla domanda di un giornalista, che gli chiedeva se quella messa in scena fosse una forma di protesta contro la mancanza di esibizioni dal vivo, l’artista ha risposto con ironia, spiegando di essere semplicemente “svociato” dopo i festeggiamenti notturni e negando qualsiasi intento polemico.
Il precedente dell’edizione passata e gli altri artisti in studio
L’idea di boicottare il playback con trovate sceniche non è una novità assoluta per il programma di Rai Uno. Già nell’edizione del 2025, diversi cantanti avevano giocato con questa dinamica: Olly, ad esempio, si era immerso tra il pubblico lasciando che la base diffondesse la sua voce registrata, mentre Rose Villain aveva tenuto il microfono al contrario e Bresh lo aveva sostituito con un fiore. Quest’anno, a raccogliere l’eredità di quella simpatica ribellione, insieme a Fulminacci c’è stato anche Sayf, il giovane secondo classificato che ha trionfato al televoto; lui, salito sul palco con la madre, ha tenuto il microfono capovolto, mostrando senza troppi giri di parole che a fare da colonna sonora non era la sua voce in presa diretta.
La macchina televisiva e il perché di una scelta obbligata
Del resto, la scelta di affidarsi al playback per la puntata speciale del lunedì mattina, quella che segue la finale del sabato sera, risponde a necessità produttive ben precise. La macchina organizzativa che ruota attorno al Festival è imponente, e allestire esibizioni dal vivo per ciascuno dei decine di artisti che si alternano in poche ore richiederebbe uno sforzo tecnico ed economico difficilmente sostenibile. A ciò si aggiunge la stanchezza degli stessi cantanti, reduci da una settimana di prove, esibizioni e, inevitabilmente, festeggiamenti. Così, tra una battuta e l’altra, anche Elettra Lamborghini ha colto la palla al balzo per scatenarsi sulle note di Ualà, commentando con un sorriso il fatto di potersi finalmente rilassare. Fulminacci, con la sua banana in mano, ha semplicemente reso visibile ciò che spesso rimane sullo sfondo, regalando un’immagine che resterà tra le più bizzarre di questa edizione del dopo-Festival.




