Il DietroFestival svela le crepe dell’Ariston: Belen furiosa per il playback, Elettra regina del caos e la frecciata di Fedez
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il Teatro Ariston ha chiuso i battenti, ma il palcoscenico vero, quello dove si misurano i nervi e si consumano le piccole tragedie quotidiane dello spettacolo, si è acceso domenica primo marzo su Rai Uno. Finita la kermesse, finita la gara canora che ha visto trionfare Sal Da Vinci, è andato in onda il DietroFestival, l’appuntamento postumo che, come un chirurgo curioso, va a scucire il vestito luccicante della cronaca per mostrare il tessuto grezzo del backstage. Ed è lì, in quelle pieghe, che sono emersi i veri scossoni di questa settanta-seiesima edizione, fatti di playback fuori sincrono, costumi spariti e bisogni fisiologici risolti con soluzioni quantomeno originali.
La sequenza più tesa, destinata a far discutere per giorni, ha per protagonista Belen Rodriguez. La showgirl argentina, chiamata da Samurai Jay per un cameo nel brano "Ossessione" e per il duetto della sera delle cover su "Baila Morena", è finita al centro di un piccolo giallo tecnico. Durante la sua esibizione, la voce registrata è partita in anticipo, prima ancora che lei portasse il microfono alle labbra, un fuori sincrono lampante che in molti hanno notato. Le telecamere del DietroFestival, però, hanno raccolto il dietrofront della vicenda, riprendendo la showgirl nel suo rientro nel backstage. Lo stato d'animo era di quelli che non ammettono repliche: furiosa, visibilmente alterata, Belen ha sbottato contro i tecnici, lasciando intendere che il problema non fosse una sua distrazione, bensì l’audio in cuffia, o meglio, l’assenza di quello che le permettesse di seguire il tempo. “Non sento un caz**o”, ha sbottato, ripresa dalle telecamere, mentre un tecnico, nel tentativo maldestro di placare gli animi, ha minimizzato con una bugia a fin di bene: “È andata benissimo”. Un tentativo di pace che, nel montaggio del programma, è sembrato più una toppa peggiore del buco, perché ha spostato l’asse della responsabilità dall’errore umano a un possibile disservizio.
Se la rabbia della Rodriguez è stata un lampo a ciel sereno, la costante imprevedibilità di Elettra Lamborghini ha invece garantito un intero arcobaleno di situazioni sopra le righe. Già incoronata, suo malgrado, come l’elemento più destabilizzante della competizione, la cantante si è resa protagonista di un siparietto che ha del surreale. Dopo un’esibizione, forse alle prese con un’urgenza improrogabile e con i bagni dell’Ariston probabilmente affollati o distanti, Elettra ha confessato candidamente alle telecamere di aver risolto il problema urinando all’interno di un cestino per i rifiuti. “Ho fatto la pipì nel cestino, non sapevo dove farla, scusate”, ha detto con la sua consueta e spiazzante naturalezza, tra lo sconcerto e le risate di chi le stava accanto. La sua collega Ditonellapiaga, presente alla scena, ha tentato un goffo tentativo di censura in diretta (“No, questo non lo diciamo”), ma Elettra, ormai lanciata, ha aggiunto: “Tanto ne avevo poca, mi sono seduta ed era anche comodo”. Un aneddoto che da solo basterebbe a riassumere lo spirito di questa edizione, ma che si aggiunge a un altro retroscena che la vede protagonista: poco prima di salire sul palco, la cantante ha minacciato di boicottare la propria esibizione perché i costumi di scena delle sue ballerine non erano quelli previsti. "Non le mando fuori così, non esiste", ha sbraitato, visibilmente nera, creando un fuggi fuggi generale tra lo stylist e l'organizzazione per recuperare gli abiti smarriti.
In mezzo a questo bailamme di nervi e imprevisti, non poteva mancare la zampata di Fedez. Il rapper, che per tutta la durata del Festival è stato al centro dell’attenzione mediatica, ha trovato il modo di lasciare il segno anche fuori dal palco. Durante le riprese del DietroFestival, con il microfono ancora aperto o in un commento a bordo campo, ha lasciato cadere una frase che è subito apparsa come una frecciata bene indirizzata. Paragonando l’edizione appena conclusa con quella precedente, ha dichiarato: “Molto meglio i finalisti di quest’anno che quelli dello scorso anno: ognuno si faceva i caz*i suoi”. Un’uscita secca, che ha gelato l’aria e che è stata interpretata come un giudizio tranchant sui colleghi del 2025, accusati di scarso cameratismo o, al contrario, di un’eccessiva e controproducente ritrosia a socializzare. Una frase che, nel clima da doposcuola agitato del retropalco, ha suonato come una pietra lanciata in uno stagno già increspato.
L’organizzazione e il caos controllato della macchina sanremese
A completare il quadro del dietro le quinte ci ha pensato la macchina organizzativa, mostrando le sue crepe proprio nei momenti clou. La serata delle cover, definita dalla produzione un "gioiello" e costruita con la meticolosità di un orologiaio, ha rivelato qualche ingranaggio difettoso. Oltre al caso dei costumi di Elettra Lamborghini, sono emerse le difficoltà tecniche della diretta, con ingressi in ritardo e monitoraggi non perfetti, come dimostrato dallo sfogo di Belen Rodriguez. L’atmosfera che si respirava nei corridoi dell’Ariston, lontano dai riflettori, era fatta di spintoni educati per accaparrarsi un passaggio, di divieti di ripresa e di quella “macineria pura” che poco ha a che fare con lo smalto del prima serata. Giornalisti in fila per ore, controlli serrati e la consapevolezza che il vero spettacolo, a volte, è proprio quello che non va in onda. Ma che puntualmente, grazie a programmi come il DietroFestival, trova la sua strada per diventare, al pari delle canzoni, materia di conversazione nazionale.
La frecciata di Fedez e la resa dei conti social
La dichiarazione di Fedez, per quanto secca e fuori copione, non è che la punta di un iceberg fatto di interazioni digitali e clashattese. Durante il Festival, il rapper era già risultato il dominatore indiscusso delle piattaforme social, con un numero di menzioni che doppiava quasi quello degli inseguitori. La sua presenza scenica e le sue dichiarazioni, dentro e fuori dal palco, hanno costantemente alimentato il dibattito. La frase sui “finalisti dello scorso anno”, quindi, non ha fatto altro che innescare una nuova ondata di reazioni e contro-reazioni, confermando come la sua comunicazione, anche quella più spontanea, sia in grado di catalizzare l’attenzione e di riaccendere i riflettori su presunte rivalità o confronti generazionali. Un meccanismo che, al di là del valore artistico della sua performance, lo ha confermato come il vero motore immobile del chiacchiericcio sanremese.




