Meloni condanna Israele: "Nuovi insediamenti in Cisgiordania sono contrari al diritto internazionale"
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Redazione Esteri
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Il governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, ha preso una posizione netta contro la decisione di Israele di autorizzare il nuovo insediamento denominato E1 in Cisgiordania, definendola «contraria al diritto internazionale». In una dichiarazione ufficiale di palazzo Chigi, la presidente del Consiglio ha espresso «profonda preoccupazione» per una mossa che, a suo avviso, «rischia di compromettere definitivamente la soluzione dei due Stati», gettando ombre cupe su qualsiasi prospettiva di pace duratura.
La presa di posizione romana, che si inserisce in un coro di condanne provenienti da altri venti Paesi, arriva in un momento di massima tensione operativa. Le critiche non si limitano alla questione degli insediamenti, ma investono anche la strategia militare nella Striscia di Gaza. Meloni ha definito l’avanzata israeliana a Gaza City, dove le operazioni hanno causato la morte di decine di palestinesi, un’«ulteriore escalation militare» destinata ad aggravare la già tragica situazione umanitaria, innescata dal «disumano attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre».
La fermezza del linguaggio adottato dalla premier, che riafferma con vigore l’impegno italiano per il rispetto del diritto internazionale, segna un tono di netta distanza dall’alleato israeliano. Una frattura che appare profonda, sebbene il governo continui a riconoscere il diritto alla sicurezza di Israele. D’altro canto, le parole di Giuseppe Conte, il quale ha accusato senza mezzi termini il premier Benjamin Netanyahu di proseguire in una «follia genocida», fotografano l’intensità del dibattito politico interno al paese, sebbene la linea ufficiale resti quella dettata dall’esecutivo.
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