Il ponte sullo Stretto, il progettista: «Ecologia come bussola, un'opera strategica per il Paese»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dopo il diniego espresso lo scorso ottobre dalla Corte dei conti, che ha costretto il governo a una sostanziale riscrittura delle carte progettuali, la visione sul futuro attraversamento stabile tra Calabria e Sicilia viene difesa e articolata con decisione da chi quei progetti li ha redatti. A parlare, in un'intervista esclusiva, è Marco Lombardi, amministratore delegato di Proger, la società che – su incarico del gruppo Eurolink – cura la progettazione delle opere a terra del ponte. Nata in Abruzzo e oggi attiva in quattordici paesi, l'azienda lavora da oltre due anni al dossier tecnico, un lavoro che Lombardi definisce costantemente aggiornato «fino all'ultimo momento utile» e che, nonostante le battute d'arresto, mantiene intatta la sua ambizione di fondo. «È un orgoglio dell'ingegneria italiana», afferma l'ad, respingendo con convinzione l'etichetta di progetto obsoleto e rivendicandone l'attualità tecnica e l'approccio metodologico.

Gli aggiornamenti continui e le garanzie ambientali

La risposta alle critiche, che in molti hanno sollevato dubbi sull'impianto generale dell'opera, si concentra proprio sull'evoluzione che il progetto avrebbe subìto nel tempo, adeguandosi a normative e standard sempre più stringenti. «L'ecologia è stata la nostra bussola», sottolinea Lombardi, entrando nel merito di uno degli aspetti più delicati e dibattuti, quello dell'impatto sull'ecosistema dello Stretto. La progettazione, a suo dire, avrebbe integrato sin dall'inizio misure specifiche per la protezione della fauna, garantendo – come viene precisato – la tutela degli uccelli e di quella marina, in un'area storicamente sensibile e di grande valore naturalistico. Un impegno, questo, che si colloca all'interno di una cornice più ampia, dove l'infrastruttura non è vista come un elemento alieno ma come un'opera in grado di convivere con l'ambiente circostante, mitigandone gli effetti attraverso soluzioni ingegneristiche avanzate.

I benefici economici e il paragone emblematico

Oltre alla questione ambientale, la difesa del ponte poggia saldamente sulle ricadute economiche che la sua realizzazione comporterebbe per l'intero Mezzogiorno e per il sistema-Paese. Lombardi non esita a parlare di «decisi benefici economici», legati non solo alla cantieristica in sé, ma soprattutto alla rivoluzione nei trasporti e nella logistica che un collegamento stabile di tale portata potrebbe innescare. Il tono si fa persino enfatico quando, per descrivere il potenziale simbolico e pratico dell'opera, ricorre a un paragone calcistico di forte impatto: «Il Ponte sullo Stretto sarà come Maradona al Napoli». Una metafora che vuole evocare, al di là del tecnicismo, un cambio di passo nelle possibilità di sviluppo, un talento unico capace di trainare una squadra intera, così come l'infrastruttura è chiamata a diventare motore di crescita per territori che da decenni attendono una svolta concreta nella connettività.

Il percorso amministrativo e il dialogo con l'Europa

Sul versante procedurale, la strada da percorrere rimane tuttavia articolata. La presentazione ufficiale del progetto definitivo è già avvenuta in sedi tecniche qualificate, come il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, ma l'iter è oggi in una fase di rielaborazione. Come spiegato dall'amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, i ministeri competenti hanno avviato un dialogo con le istituzioni europee, con l'obiettivo di superare le criticità che hanno portato al primo stop e di ottenere una nuova delibera del Cipess in formula piena. Si tratta di un passaggio cruciale, che richiederà tempo e precisione, ma che gli addetti ai lavori affrontano con la consapevolezza di lavorare a quella che definiscono un'«opera strategica», il cui destino è strettamente intrecciato a scelte di politica infrastrutturale di lungo periodo.

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