Ponte sullo Stretto, il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici cambia i piani del governo
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Redazione Interno
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Il via libera formale al progetto del ponte sullo Stretto di Messina, annunciato con enfasi nei giorni scorsi dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, porta con sé un peso che rischia di affossare definitivamente l'opera. Il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, giunto dopo un lungo iter di valutazione, contiene infatti un centinaio di prescrizioni e raccomandazioni che non rappresentano semplici suggerimenti tecnici, bensì veri e propri vincoli progettuali.
Questi riguardano aspetti cruciali come il rischio sismico, la geologia del fondale, la tipologia e la resistenza dei materiali, i carichi strutturali, i fenomeni corrosivi e persino gli effetti dell'innalzamento del livello del mare, fattori che mettono in discussione alcune delle basi stesse su cui poggia l'intera infrastruttura.
Prescrizioni che bloccano i tempi del cantiere
Il parere del Consup, per quanto necessario alla prosecuzione dell'iter burocratico, rappresenta di fatto un ostacolo insormontabile rispetto alla tempistica tanto auspicata dal ministero. L'avvio dei cantieri entro la fine dell'anno, un obiettivo più volte ribadito da Salvini come una sorta di spartiacque politico, diventa ora un miraggio, poiché le prescrizioni vincolanti impongono una revisione sostanziale del progetto esecutivo.
Non si tratta di dettagli marginali, ma di interventi che investono la sicurezza e la tenuta stessa della struttura, costringendo i progettisti a rivedere calcoli e soluzioni tecniche in profondità, con un allungamento dei tempi che appare ormai fisiologico e difficilmente comprimibile nelle poche settimane che separano dalla fatidica scadenza di fine anno.
La replica dell'ad Ciucci: "Raccomandazioni già previste"
Interpellato dall'ANSA sul contenuto del parere, l'amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha mantenuto un profilo prudente ma non privo di una certa dose di ottimismo di facciata. Ciucci ha dichiarato di non avere ancora tra le mani il testo definitivo del parere del Consiglio superiore, pur sottolineando la stretta collaborazione che la sua struttura ha avuto con l'organo tecnico durante le fasi di verifica.
Secondo quanto anticipato dal numero uno della società commissariale, le raccomandazioni indicate dal Csllpp sarebbero già state in larga parte contemplate nella fase di progettazione esecutiva, così come del resto era già accaduto per le osservazioni del comitato scientifico. Ciucci ha inoltre ricordato come queste tematiche fossero state ampiamente illustrate e dibattute nella relazione del progettista, quasi a voler sminuire la portata innovativa o ostativa delle prescrizioni appena arrivate.
Un'infrastruttura che ha prodotto più opinioni che cantieri
Per oltre mezzo secolo, il ponte sullo Stretto ha rappresentato il simbolo per eccellenza delle grandi opere italiane mancate, un'infrastruttura capace di generare un dibattito infinito e spesso surreale, fatto di promesse solenni, archiviazioni silenziose, riesumazioni improvvise e contestazioni accanite. L'opera è stata più volte demolita verbalmente dagli oppositori, prima ancora che un solo metro cubo di calcestruzzo venisse gettato, ma anche sostenuta con veemenza da chi ne vedeva la realizzazione come un atto di fede nella modernità del Paese.
Ora, però, il quadro sembra destinato a mutare radicalmente, perché il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici non è un'opinione politica o un proclama, bensì un atto tecnico che incide sui profili più complessi e delicati della realizzazione, costringendo tutti gli attori in campo a confrontarsi con la dura realtà dei numeri e delle leggi fisiche, piuttosto che con le narrazioni ideologiche.
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