Ponte sullo Stretto, il rinnovo anticipato del Consiglio Lavori Pubblici finisce nel mirino delle opposizioni
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Redazione Interno
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La macchina amministrativa che deve dare il via libera definitivo al Ponte sullo Stretto ha subito un accelerazione che non è passata inosservata. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici, l'organo tecnico consultivo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiamato a esprimersi su uno dei passaggi progettuali più delicati dell'opera, è stato rinnovato in anticipo rispetto alla scadenza naturale, prevista per dicembre 2026.
A firmare il decreto di rinnovo, lo scorso 6 luglio, è stato il ministro Matteo Salvini, salvo poi ritirarlo undici giorni più tardi per emanarne un secondo con modifiche nella composizione. Una tempistica che ha subito acceso i riflettori delle opposizioni, con il co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, che ha annunciato un'interrogazione parlamentare già calendarizzata per il question time di domani alla Camera.
Il rinnovo anticipato e i sospetti di Bonelli
Il cuore della polemica risiede nella discrepanza tra i tempi previsti dalla norma e la decisione del ministro. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici, che svolge funzioni consultive per le grandi opere infrastrutturali, aveva davanti a sé ancora più di due anni di mandato, eppure Salvini ha scelto di procedere con un rimpasto anticipato.
Bonelli, che ha definito la mossa "sospetta" in alcune dichiarazioni riportate dalla stampa, ha sollevato il dubbio che l'operazione possa essere finalizzata a pilotare o velocizzare il parere tecnico sul progetto del Ponte, in vista del prossimo esame da parte del Cipess. Il deputato di Avs ha già preparato un'interrogazione nella quale chiederà conto al ministro delle ragioni di questa accelerazione, puntando il dito contro quella che considera una forzatura procedurale in un momento delicato per l'iter autorizzativo dell'infrastruttura.
Il cronoprogramma di Ciucci e il ritorno in Cipess
Proprio in questi giorni, del resto, il progetto è tornato al centro del dibattito pubblico per le dichiarazioni dell'amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, che ha tracciato un cronoprogramma preciso durante un intervento a Sabaudia, nel panel "L'Italia delle imprese: le sfide per la crescita".
Ciucci ha confermato che entro la fine del 2026 è previsto l'avvio della fase realizzativa dell'opera, un traguardo che passa attraverso il vaglio del Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, il cui esame è atteso per il mese di settembre.
L'obiettivo dichiarato dalla società concessionaria è quello di presentarsi all'appuntamento con tutta la documentazione necessaria già pronta, un passaggio che rende ancora più strategico il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, il cui rinnovo anticipato ha quindi inevitabilmente alimentato le perplessità di chi teme una compressione dei tempi di valutazione tecnica.
La posizione del ministro e il sostegno all'opera
Matteo Salvini, dal canto suo, non ha mai nascosto il suo convinto appoggio all'infrastruttura, che considera strategica per il rilancio del Mezzogiorno e per la logistica del Paese. Nel corso del Consiglio di Amministrazione della società Stretto di Messia, presieduto da Maurizio Basile, il vicepremier ha ribadito il suo plauso per l'avanzamento dei lavori e delle attività preparatorie, definendo il Ponte "un'opera che qualificherà positivamente l'intero Paese" e che contribuirà a snellire i flussi di trasporto tra la Sicilia e il continente.
Parole che arrivano a pochi giorni dal dietrofront sulla composizione del Consiglio superiore, dove il primo decreto del 6 luglio è stato sostituito da un secondo firmato il 17 luglio, con una lista di nomi che ha subito alcune variazioni. La sostituzione dei componenti, in particolare, è finita sotto la lente di Bonelli, che ha preannunciato battaglia in Aula per ottenere chiarimenti su quello che definisce un "accorciamento artificiale" dei tempi.
Le verifiche tecniche e i tempi della progettazione
A complicare il quadro, seppur in termini puramente tecnici, c'è il lavoro che ancora attende gli uffici del ministero per la validazione del progetto esecutivo, un adempimento che richiede tempi tecnici non comprimibili. La scelta di anticipare il rinnovo del Consiglio superiore, peraltro, non accorcia di per sé i termini per l'espressione del parere obbligatorio, ma modifica la composizione dell'organo che quel parere dovrà esprimere, introducendo un elemento di discontinuità che le opposizioni hanno giudicato poco trasparente.
L'interrogazione di Bonelli, che verrà discussa domani durante il question time, punta a fare chiarezza proprio su questo punto, chiedendo al ministro di illustrare le motivazioni che hanno spinto il governo a intervenire con tanta sollecitudine su un organismo che, per legge, avrebbe ancora avuto ampi margini di tempo per svolgere le sue funzioni. La risposta di Salvini, attesa in Aula, sarà il primo banco di prova di una polemica che promette di accendersi nelle prossime settimane, man mano che il progetto si avvicinerà al vaglio decisivo del Cipess previsto per settembre.
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