Targhe polacche in Italia, il caso esplode e Varsavia prepara la stretta
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Redazione Interno
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Il fenomeno delle targhe polacche in Italia ha raggiunto dimensioni tali da attirare l’attenzione delle autorità, con migliaia di veicoli presenti soprattutto nell’area napoletana e un aumento dei controlli. La sigla “PL” sui contrassegni di auto e moto è diventata una presenza sempre più frequente sulle strade italiane, ma dietro questa diffusione non ci sarebbe soltanto un maggiore movimento internazionale di mezzi. Il caso riguarda infatti un sistema che permette a molti veicoli di circolare con immatricolazione estera, facendo emergere dubbi e verifiche sul rispetto delle norme.
Il territorio che registra il numero più elevato di veicoli esteri è l’area di Napoli, dove nel 2025 risultano 14.066 mezzi registrati con targa straniera. A questi si aggiungono 962 veicoli nel Casertano, 355 a Salerno e circa un centinaio rispettivamente ad Avellino e Benevento. Numeri che hanno trasformato le targhe polacche in un elemento sempre più visibile nel panorama automobilistico locale, fino a portare il fenomeno al centro dell’attenzione pubblica e dei controlli della Polizia Locale.
Perché aumentano le auto con targa polacca in Italia
Alla base della diffusione delle targhe polacche viene indicato il ricorso a società di noleggio con sede fuori dall’Italia per intestare auto e moto. Questo meccanismo consente di ottenere un risparmio significativo sui costi legati al bollo e all’assicurazione, rendendo più conveniente per alcuni automobilisti utilizzare veicoli immatricolati all’estero. La presenza di questi mezzi ha riportato al centro del dibattito la possibilità di circolare in Italia con una targa straniera e i limiti previsti dalla normativa.
Dal 2022, secondo quanto riportato nel caso, i veicoli di proprietà di persone residenti in Italia devono avere una targa italiana, anche se sono previste alcune eccezioni. La questione non riguarda quindi semplicemente la presenza di un’auto straniera sulle strade italiane, ma le condizioni in cui il mezzo viene utilizzato e intestato. Proprio questo aspetto ha reso necessario approfondire le situazioni legate alle immatricolazioni estere e ai rapporti con società di noleggio.
Il caso Napoli arriva all’attenzione della Polonia
La vicenda delle auto con targa polacca presenti a Napoli ha superato i confini italiani dopo che i giornali polacchi hanno iniziato a parlare della cosiddetta “truffa napoletana”, traduzione del termine “przekręt neapolski”. Il fenomeno sarebbe diffuso da circa dieci anni e riguarderebbe una parte consistente dei veicoli con immatricolazione polacca presenti in Italia. Secondo i dati riportati, circa 40 mila mezzi sui 68 mila censiti complessivamente nel Paese sarebbero concentrati nel capoluogo campano.
L’attenzione di Varsavia sul caso ha portato il governo polacco a valutare una stretta, con indagini già avviate e arresti che hanno coinvolto alcuni periti in Polonia. La vicenda delle targhe polacche in Italia è così diventata un tema che coinvolge due Paesi, partendo dalla grande presenza di veicoli stranieri sulle strade napoletane fino ad arrivare alle verifiche sul sistema utilizzato per ottenere l’immatricolazione fuori dall’Italia.
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