Sgombero alla Acca di Seano, le reazioni del mondo politico: dubbi per l'intervento a poche ore dal tavolo istituzionale
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Redazione Interno
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Sono tante le reazioni del mondo politico dopo lo sgombero del presidio dei Sudd Cobas davanti alla ditta Acca di Seano, un'azione che ha colto di sorpresa un po' tutti anche alla luce dell'apertura del tavolo istituzionale in provincia, avvenuta meno di 48 ore prima. Il presidente della Provincia di Prato, Simone Calamai, e il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, esprimono in una nota congiunta le proprie considerazioni sulla delicatezza del momento e sulle prospettive della complessa vertenza che coinvolge quasi cento lavoratori.
Lo sgombero e le reazioni politiche
Prato, sgomberato presidio dei lavoratori davanti ai magazzini Acca: protestavano contro la chiusura del polo. Attorno alle 10:15 i manifestanti dei Sudd Cobas che sono rimasti sul posto hanno tentato di entrare nel polo della logistica, sono stati trattenuti dai poliziotti e sono nati degli scontri e dei tafferugli.
La polizia interviene per rimuovere il blocco della logistica mentre prosegue lo scontro tra azienda, sindacato e imprenditori; il presidio davanti ai magazzini Acca di Seano, in provincia di Prato, è finito con lo sgombero della polizia ed i sindacalisti portati via a braccia dagli agenti.
Unità Popolare esprime piena solidarietà alle operaie e operai e alle sindacaliste e sindacalisti che stavano legittimamente chiedendo di non essere più sfruttati con turni inumani: "Perché appena ieri, il 2 luglio, si era tenuto il tavolo in provincia tra il sindacato Sudd Cobas, i titolari della Acca, i sindaci Biffoni e Prestanti, il presidente della provincia Calamai e il Vice Sindaco di Prato, Blasi. Ecco, passano nemmeno 24 ore che il presidio viene sgomberato malamente dalle forze dell'ordine costituito. e tralasciando (ma condividendo) tutte le ragioni degli scioperanti, il punto politico ci sembra evidente. Il punto politico è che le istituzioni provinciali e comunali sono assolutamente secondarie rispetto alle volontà degli imprenditori e, in questo caso, dei consumatori".
Marta Logli, Arjana Salimusaj e Martina Cacciato del Partito Democratico dichiarano: "Esprimo la mia più ferma condanna per quanto accaduto questa mattina davanti ad Acca. sgomberare un presidio di lavoratori e sindacalisti in sciopero, anteponendo e armando la continuità produttiva e la proprietà privata contro chi, onorando la Costituzione, mette il proprio tempo e corpo in sciopero sotto al sole e alla grandine e si espone alla violenza fisica a cui abbiamo più volte assistito per rivendicare la dignità del lavoro, manda un chiaro messaggio di abbandono ai lavoratori che stanno rivendicando legalità per tutti, anche per noi".
Le posizioni delle istituzioni
Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente del PD Prato, afferma: "I problemi dei lavoratori di Prato non si risolvono sgomberando un presidio sindacale. Si tratta di una decisione profondamente sbagliata. Non è questo il metodo per affrontare una vertenza complessa come quella della Acca con 95 lavoratori licenziati che non hanno ancora una soluzione occupazionale". Solo due giorni fa si era riunito per la prima volta il tavolo istituzionale; "le forzature e l'uso della forza non fanno altro che inasprire le tensioni in un territorio già provato".
In una nota congiunta, i rappresentanti istituzionali Calamai, Prestanti e Biffoni dichiarano: "Esprimiamo sorpresa per le modalità con cui si è arrivati all'azione di sgombero. Il nostro punto di riferimento prioritario e assoluto è e resta la legalità. Se le autorità competenti hanno ritenuto di dover intervenire con la forza, è evidente che avranno ravvisato elementi di illegittimità che hanno portato a tale decisione. Tuttavia, l'accaduto impone una riflessione seria sulle dinamiche che si innescano in queste situazioni di forte tensione sociale".
Grimaldi di AVS dichiara: "La situazione alla ACCA di Seano è diventata insostenibile e di inaudita gravità. Dopo le aggressioni di padroni e caporali, ora i lavoratori e i sindacalisti in presidio vengono gettati a terra e trascinati sull'asfalto dalle forze dell'ordine. Eppure i tutori della legge non intervengono di fronte a una società criminale, che sfrutta i lavoratori, li bastona quando protestano, e ha sottratto al fisco 71 milioni di euro".
"La strada del confronto istituzionale deve proseguire e anzi vederci ancora più attenti, ora che la leva del blocco delle merci viene strappata ai 95 lavoratori. Il paradosso della situazione è ulteriormente esasperato dal fatto che il diritto di sciopero non può essere ridotto a un principio puramente simbolico: la sua funzione è proprio quella di consentire ai lavoratori di incidere sui rapporti di forza".




