Salute mentale, l'allarme dell'Iss: in Italia crescono depressione e accessi al pronto soccorso

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Alla vigilia della Giornata mondiale dedicata, che si celebra il 10 ottobre, un nuovo monitoraggio condotto dal Centro per le scienze comportamentali e la salute mentale dell'Istituto Superiore di Sanità dipinge un quadro preoccupante del benessere psicologico nel paese. La ricerca, che ha analizzato il periodo post-pandemico tra il 2021 e il 2023, rivela come una fetta significativa della popolazione conviva con un malessere profondo, i cui effetti si ripercuotono sulla percezione individuale della propria condizione. I numeri, del resto, parlano in maniera inequivocabile: poco più del 6% degli adulti e una percentuale che si avvicina al 9% tra gli over 65 hanno manifestato sintomi riconducibili a uno stato depressivo.

La lente d'ingrandimento sul disagio economico

Quello che emerge con forza dall'indagine è il nesso indissolubile tra difficoltà materiali e sofferenza psichica, un legame che le statistiche rendono palpabile. I dati, infatti, subiscono un'impennata quando si osservano le fasce di cittadini in condizioni di vulnerabilità economica, dove le percentuali toccano rispettivamente il 18% e il 25%. Una disparità che evidenzia come il disagio, sebbene trasversale, colpisca con un'intensità maggiore laddove le risorse scarseggiano, acuendo un senso di insoddisfazione e di fragilità che spesso prelude a esiti più severi.

Il carico crescente sui servizi di emergenza

A confermare la gravità della situazione contribuisce un'altra tendenza documentata dalle sorveglianze Passi e Passi d'Argento relative al biennio 2023-2024. Gli italiani, si legge nel report, non sono solo più depressi ma anche più autolesionisti, un fenomeno che si traduce in un incremento costante e preoccupante degli accessi ai pronto soccorso. Parallelamente, fonti della Fondazione Di Liegro hanno segnalato un aumento del 20% dei ricoveri nei reparti di Psichiatria successivo alla pandemia, un dato che delinea la pressione a cui sono sottoposti i servizi sanitari, chiamati a rispondere a una domanda di cura in crescita esponenziale.

Il divario tra bisogno e cure disponibili

Su questo sfondo, si inserisce la stima di due milioni di persone con problemi di salute mentale che non ricevono trattamenti adeguati, una lacuna che denuncia un sistema in affanno. A questo si aggiunge la cronica carenza di fondi, con il nostro paese che, secondo quanto affermato dall'European Psychiatric Association, destina alla salute mentale circa la metà delle risorse per abitante raccomandate dall'Unione Europea. La richiesta di investire sull'integrazione sociosanitaria, avanzata da più parti, appare quindi non più differibile, rappresentando l'unica strada percorribile per fronteggiare un'emergenza che, ormai, assume i contorni di una questione sociale prioritaria.

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