L'oro tra flessioni e nuovi massimi, mentre i tassi della Fed restano un faro
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Redazione Economia
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L'oro, nonostante una settimana che si preannuncia in terreno negativo, continua a rappresentare un barometro sensibile delle attese sui tassi di interesse americani, i quali, a loro volta, subiscono l'influsso dei dati macroeconomici. A frenare l'entusiasmo per il metallo prezioso, in queste ultime sedute, è stato il rapporto sul mercato del lavoro di settembre, la cui forza inaspettata ha notevolmente ridotto le probabilità di un intervento della Federal Reserve già nel prossimo meeting di dicembre. L'idea, ormai consolidata tra gli operatori, che i tassi possano rimanere fermi più a lungo del previsto, ha inevitabilmente sottratto appeal a un'attività non fruttifera come l'oro, la cui performance è spesso inversamente proporzionale al costo del denaro.
Le prospettive di lungo termine di Ubs
Tuttavia, al di là delle fluttuazioni settimanali, l'analisi di alcuni istituti finanziari punta lo sguardo su un orizzonte temporale più ampio, dove le prospettive appaiono ben diverse. La banca d'affari Ubs, per voce della strategist Joni Teves, ha infatti rivisto al rialzo le sue previsioni per il biennio 2026-2027, aggiungendo oltre mille dollari alla stima per oncia. Questo ottimismo si fonda sulla convinzione che l'attuale ciclo rialzista, sebbene prossimo alle sue fasi conclusive, poggia su basi solide. Teves riconosce che "nessuna corsa dura per sempre", ma sottolinea come il cambiamento strutturale nella domanda, che ora include in modo significativo anche gli investitori retail, suggerisca che i rischi per i prezzi rimangano orientati al rialzo per i prossimi dodici mesi, soprattutto in un contesto globale ancora carico di incertezze.
La dinamica dei prezzi e l'attesa dei dati
Sul fronte dello scambio, lo XAU/USD ha trovato un nuovo slancio, superando la quota di 4.050 dollari e attirando acquirenti intorno ai 4.070, un movimento che ha interrotto una serie di tre sessioni consecutive in calo. Questo rimbalzo è avvenuto in un clima di rinnovata avversione al rischio, mentre i trader si preparavano al ritorno dei fondamentali statunitensi. L'attenzione del mercato, in questa fase, è stata catalizzata dall'attesa per i verbali del FOMC e, successivamente, per il rapporto sui salari non agricoli di settembre, documenti capaci di offrire indicazioni preziose sulla futura traiettoria della politica monetaria.
Il ruolo delle dichiarazioni e dei prossimi indicatori
La spinta al rialzo è proseguita anche all'inizio della settimana, con il prezzo dell'oro che ha continuato a scambiarsi in territorio positivo, toccando i 4.075 dollari. Questo incremento è stato alimentato dalle crescenti aspettative per un taglio dei tassi da parte della Fed, aspettative che hanno trovato nuovo carburante nei commenti di John Williams. Gli investitori, ora, volgono lo sguardo ai prossimi appuntamenti con l'economia reale, in particolare l'indice dei prezzi alla produzione e i dati sulle vendite al dettaglio di settembre, che offriranno ulteriori tasselli per comprendere la salute dell'economia e, di conseguenza, le mosse future dell'istituto centrale.




