Dossieraggi illegali su politici e imprenditori, l'inchiesta di Milano
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano ha portato alla luce un vasto sistema di dossieraggio illegale, coinvolgendo politici, imprenditori e persino membri delle forze dell'ordine. Il pubblico ministero Francesco De Tommasi ha descritto i responsabili come "soggetti pericolosissimi", capaci di influenzare dinamiche imprenditoriali e procedure pubbliche attraverso la creazione di banche dati parallele e la diffusione indiscriminata di informazioni sensibili e riservate.
L'indagine ha rivelato l'esistenza di una rete eversiva di spie, composta da ex appartenenti o appartenenti alla polizia e alla Guardia di Finanza, tecnici informatici e hacker. Questi individui, secondo quanto emerso, rubavano dati riservati da banche dati strategiche per l'Italia, per poi rivenderli a clienti del mondo dell'imprenditoria e non solo. Tra le vittime di questo sistema, spiccano nomi di rilievo come il presidente del Senato Ignazio La Russa e suo figlio Geronimo, i cui dati sono stati oggetto di ricerche da parte dell'agenzia di investigazioni Equalize, guidata da Enrico Pazzali.
La banda, descritta dal giudice per le indagini preliminari come una "cricca di piccoli ricattatori", aveva contatti con mafie e servizi segreti, anche stranieri. Le indagini hanno portato a una serie di arresti e perquisizioni, svelando un "gigantesco mercato di informazioni personali" acquisite illecitamente. Tra gli arrestati, Samuela Calamucci e Samuele Abbadessa, quest'ultimo tecnico informatico, sono accusati di aver effettuato ricerche illegali su La Russa e suo figlio.
Il sistema scoperto dalla DDA e dalla Direzione Nazionale Antimafia (DNA) rappresenta una minaccia per la democrazia del Paese, come sottolineato dal pm De Tommasi.




