Indaga sui La Russa: nuovi retroscena dall’inchiesta sui dossieraggi illegali
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Redazione Interno
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L’inchiesta della Procura della Repubblica di Milano sui presunti dossieraggi illegali, che vede al centro la società di investigazioni Equalize, continua a far emergere dettagli inquietanti, con almeno due casi di intimidazioni e richieste che sembrano intrecciare politica, affari e indagini private. Al centro delle nuove rivelazioni c’è la figura di Carmine Gallo, ex “superpoliziotto” e indagato nell’ambito della stessa inchiesta, scomparso lo scorso 9 marzo all’età di 66 anni mentre si trovava ai domiciliari.
Dagli atti depositati in Procura, è emerso che Gallo, durante un interrogatorio, aveva dichiarato di essere stato avvicinato da Enrico Pazzali, ex presidente della Fondazione Fiera Milano e titolare di Equalize, con una richiesta particolare: indagare sulla famiglia La Russa. Nello specifico, l’obiettivo sarebbe stato il presidente del Senato Ignazio La Russa e suo figlio Leonardo Apache, quest’ultimo già indagato per una presunta violenza sessuale risalente al maggio 2023. Gallo avrebbe riferito che Pazzali, nel formulare la richiesta, aveva fatto riferimento a “una persona a cui non poteva dire di no”, lasciando intendere pressioni esterne di natura non meglio precisata.
Le indagini, che si concentrano sulle attività illecite di Equalize, hanno portato alla luce un quadro complesso, in cui si intrecciano accessi abusivi a sistemi informatici, richieste di indagini riservate e possibili legami con ambienti sensibili. Pazzali, secondo quanto dichiarato da Gallo, avrebbe anche menzionato di avere “amici nei Servizi”, suggerendo connessioni che potrebbero estendersi oltre il mondo delle investigazioni private.
Non mancano, tuttavia, episodi che sembrano confermare il clima di tensione che circonda l’inchiesta. L’avvocata di Gallo, infatti, ha denunciato di essere stata minacciata in strada, un fatto che ha spinto la difesa a chiedere ulteriori accertamenti. La donna, che rappresenta anche Nunzio Samuele Calamucci, altro indagato nell’ambito della stessa inchiesta, ha riferito di pressioni volte a farle “cambiare versioni”, aggiungendo un ulteriore tassello di preoccupazione a un caso già carico di implicazioni.
L’udienza fissata per il 19 marzo potrebbe portare nuovi sviluppi, ma nel frattempo l’attenzione rimane focalizzata sulle dichiarazioni di Gallo, che prima della sua morte aveva messo nero su bianco dettagli significativi. Tra questi, l’ammissione di aver ricevuto richieste specifiche da Pazzali, il quale a sua volta avrebbe agito su sollecitazione di terzi. Un quadro che, se confermato, potrebbe aprire scenari ancora più intricati, legando indagini private, pressioni esterne e possibili interferenze in ambiti sensibili.




