Logista, nei negozi di prossimità parte la raccolta dei piccoli rifiuti elettronici
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Redazione Economia
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Logista, che opera come principale distributore europeo per i punti vendita, ha avviato una nuova e significativa iniziativa per la raccolta dei rifiuti elettronici di dimensioni ridotte, dopo aver sottoscritto un rinnovato accordo di programma con il ministero dell’Ambiente. Questo accordo, che si inserisce in un quadro normativo in evoluzione, mira a potenziare la rete nazionale di ritiro, rendendo più agevole per i cittadini il conferimento di quei dispositivi che, ormai obsoleti o non funzionanti, ingombrano i cassetti. Sarà infatti possibile riconsegnare, senza alcun costo, una vasta gamma di apparecchiature, le cui dimensioni non superino i venticinque centimetri, presso i numerosi esercizi commerciali aderenti alla rete: si parla, per intenderci, di telefoni cellulari, di caricabatterie ormai inutilizzati, di cuffiette e persino di rasoi o spazzolini elettrici, tutti oggetti che, se non smaltiti correttamente, rappresentano un danno ambientale e uno spreco di risorse preziose.
La miniera urbana di materie prime critiche
Il contesto in cui si colloca questa operazione, peraltro, va ben oltre la semplice gestione dei rifiuti, toccando questioni strategiche per l’intera Unione europea. Un rapporto recente, finanziato dall’Ue e redatto dal consorzio FutuRaM, ha infatti delineato con chiarezza le potenzialità immense che si celano in ciò che viene scartato. Secondo lo studio, dai rifiuti elettronici l’Europa potrebbe recuperare, annualmente e entro la metà del secolo, una quantità compresa tra 0,9 e 1,5 milioni di tonnellate di materie prime essenziali, quelle stesse la cui domanda è in costante ascesa e la cui fornitura è gravata da tensioni geopolitiche. Le apparecchiature elettriche ed elettroniche, che sono divenute imprescindibili per l’economia e la vita di tutti i giorni, costituiscono dunque una “miniera urbana” da sfruttare con urgenza, migliorandone la progettazione, la raccolta e, non ultimo, il riciclaggio.
Lo spreco annuo di 600 mila tonnellate di risorse
I dati, tuttavia, rivelano una situazione ancora lontana dall’essere ottimale, poiché le attuali carenze del sistema impediscono di capitalizzare appieno questa opportunità. Stando alle analisi condotte dal progetto FutuRaM, si stima che meno della metà dei minerali di valore contenuti nei Raee venga effettivamente recuperata. Il risultato è che, ogni anno, circa seicentomila tonnellate di materie prime critiche, che potrebbero essere reimmesse nei cicli produttivi, finiscono invece disperse in discariche, negli inceneritori o attraverso canali di esportazione non regolamentati. Si tratta di risorse come l’alluminio, il rame, il palladio, il rutenio o le cosiddette ‘terre rare’, la cui assenza costringe l’Europa a dipendere da importazioni estere, minandone la resilienza e l’autonomia strategica in settori chiave come la transizione digitale e quella energetica.
Il nuovo quadro normativo italiano
Proprio per colmare questo divario e allinearsi agli obiettivi comunitari, l’Italia ha recentemente varato una riforma che intende rivoluzionare l’intero sistema di gestione dei rifiuti elettronici. Il decreto legislativo, approvato nell’ottobre scorso, insieme alla legge finanziaria, introduce misure che spaziano dal potenziamento dei controlli all’incentivazione della responsabilità estesa dei produttori. Una delle innovazioni più rilevanti, in questo senso, riguarda l’introduzione di servizi gratuiti di ritiro a domicilio per i cittadini, i quali, così facilitati, sono chiamati a diventare attori consapevoli di un processo di economia circolare che non è più rinviabile. L’iniziativa di Logista, in tale scenario, si configura come un tassello concreto di un disegno più ampio, volto a creare una filiera integrata ed efficiente, dalla raccolta al recupero delle preziose materie prime seconde.




