La Procura di Barcellona apre un’inchiesta per la morte di Antonio Rocco Russo, operaio 61enne rimasto schiacciato da un nastro trasportatore nell’agrumicola AgrumiGel
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Redazione Interno
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La notizia della morte di Antonio Rocco Russo, il sessantunenne di Condrò rimasto vittima di un incidente sul lavoro ieri pomeriggio, ha aperto una ferita profonda non solo nel piccolo centro del Messinese di cui era residente, ma nell’intera area tirrenica della provincia, costretta a fare i conti con l’ennesima, tragica fatalità consumatasi all’interno di un ciclo produttivo. L’uomo, un operaio che vantava una lunga esperienza alle spalle e che da decenni prestava la propria opera per l’azienda AgrumiGel srl, specializzata nella trasformazione di agrumi per la produzione di concentrati e oli essenziali, stava svolgendo delle operazioni di controllo su un nastro trasportatore quando, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, il macchinario potrebbe aver subito un’improvvisa avaria, riattivandosi e trascinando il lavoratore che ne è rimasto schiacciato. I colleghi, che hanno assistito alla scena, hanno immediatamente lanciato l’allarme, ma l’intervento dei sanitari del 118 e dei vigili del fuoco del distaccamento di Milazzo, giunti sul posto per estrarre il Corpo dalle lamiere, non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo, avvenuto praticamente sul colpo a causa della violenza dell’impatto.
Gli accertamenti della magistratura e il sequestro dell’area
La procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, come prassi in questi casi, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, disponendo immediatamente il sequestro della linea automatica e dell’area dello stabilimento di contrada Girotta dove si è verificato il dramma, al fine di consentire ai consulenti tecnici e agli investigatori di compiere tutti i rilievi del caso. I carabinieri della compagnia barcellonese, coordinati dalla magistratra, stanno raccogliendo testimonianze e verificando la posizione delle vittima, cercando di stabilire con esattezza la dinamica dei fatti e, soprattutto, accertare se ci siano state eventuali responsabilità per omissioni di misure di sicurezza o negligenze nella manutenzione dell’impianto. Dalle prime, sommarie ricostruzioni, pare che Russo si fosse avvicinato al nastro per verificare un blocco o un malfunzionamento, quando il meccanismo, forse a causa di un difetto nei sistemi di blocco o di un riavvio inaspettato, lo ha ghermito senza lasciargli scampo. La salma, a disposizione dell’autorità giudiziaria, potrebbe essere sottoposta a un esame autoptico per chiarire l’esatta dinamica delle ferite riportate.
Il profilo della vittima e il cordoglio della comunità
Antonio Rocco Russo, sposato e padre di tre figli, lascia un vuoto incolmabile nella sua Condrò, dove era conosciuto non solo come un lavoratore stimato ma anche per il suo impegno nel tessuto sociale del paese. Il sindaco della cittadina, Giuseppe Catanese, lo ha ricordato con parole di profondo affetto e sgomento, sottolineando come Antonio fosse una figura conosciuta e benvoluta da tutti, impegnato attivamente nelle tradizioni locali, in particolare come membro della commissione della festa patronale e storico portatore della vara di San Vito, un ruolo che richiede dedizione e passione per la comunità. Un ritratto, quello tracciato dal primo cittadino e da quanti lo conoscevano, che dipinge l’immagine di un uomo dedito al lavoro e alle sue radici, la cui scomparsa lascia attoniti parenti, amici e l’intera collettività, sconvolta da una perdita tanto improvvisa quanto assurda.
Le reazioni della politica e il dramma delle morti bianche
L’eco della tragedia ha rapidamente varcato i confini della provincia, sollevando l’ennesimo allarme sulla piaga degli infortuni mortali nei luoghi di lavoro. Roberto Saia, responsabile lavoro della segreteria provinciale del Partito Democratico, ha espresso il cordoglio del partito, stringendosi attorno alla famiglia della vittima e ai colleghi che hanno scoperto l’accaduto, ma ha anche lanciato un appello affinché non ci si limiti al solo momento di cordoglio. È necessario, ha affermato, pretendere che venga fatta piena luce su quanto avvenuto attraverso il lavoro degli inquirenti, e al contempo rafforzare quelle misure di prevenzione che possano evitare il ripetersi di simili sciagure, sottolineando come questa morte non sia un caso isolato, ma si inserisca in una scia di incidenti che hanno insanguinato la regione, citando il precedente di un altro operaio deceduto a Fondachello Valdina dopo essere precipitato da un’altezza di quattro metri mentre eseguiva lavori di saldatura. La Sicilia, ancora una volta, piange un lavoratore morto sul peggior fronte di battaglia, quello della produzione e del lavoro, e la Procura è ora chiamata a stabilire se quella di ieri sia stata una tragica fatalità o il frutto di negligenze su cui qualcuno dovrà rispondere.




