Le nuove frontiere digitali dell'Europa: da oggi il sistema EES registra volto e impronte

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Da questa domenica, 12 ottobre 2025, varcare il confine tra il Regno Unito e l’Unione Europea significa interfacciarsi con un meccanismo inedito, che sostituisce il gesto familiare del timbro sul passaporto con una procedura tecnologica. È infatti operativo l’Entry/Exit System (EES), il sistema digitale europeo che rivoluziona la registrazione degli ingressi e delle uscite per i cittadini di paesi non appartenenti all’Unione, i quali, come i britannici dopo la Brexit, non godono più della libertà di movimento. Un cambiamento epocale, che interessa milioni di viaggiatori e che trasforma le frontiere in punti di raccolta dati biometrici, segnando una discontinuità netta con le prassi del passato.

Il debutto italiano del sistema

L’implementazione, che avverrà in modo graduale in tutte le nazioni dell’area Schengen, ha già visto i suoi primi atti in Italia. All’aeroporto di Fiumicino, così come a Malpensa, il sistema EES è entrato in funzione, interessando principalmente, tra gli altri, viaggiatori provenienti dal Regno Unito e dagli Stati Uniti. Questi sono stati tra i primi a sperimentare la nuova tracciatura, che prevede la scansione del volto e la registrazione delle impronte digitali, oltre all’acquisizione dei dati anagrafici contenuti nel documento di viaggio. Una transizione che, sebbene destinata a diventare la normalità, rappresenta un salto concettuale e pratico significativo nel modo di intendere il controllo delle frontiere.

Come funziona la registrazione

Il cuore del nuovo sistema batte attorno a una digitalizzazione spinta. L’EES, che si applica a chiunque entri nell’Unione per un soggiorno di breve durata, automatizza completamente il processo. Al posto del timbro cartaceo, apposto manualmente dagli agenti di frontiera, subentra una tracciatura elettronica che archivia ogni movimento. I dati, una volta raccolti, confluiscono in un database centralizzato, permettendo di calcolare con precisione la durata residuale del permesso di soggiorno per i viaggiatori e di identificare con immediatezza eventuali situazioni irregolari, come la permanenza oltre il termine consentito.

L'applicazione graduale nel continente

L’entrata in vigore dell’EES non è un evento isolato per l’Italia, ma un tassello di un piano più ampio che coinvolge l’intero spazio Schengen, includendo inoltre Islanda, Norvegia, Liechtenstein e Svizzera. La soluzione, fortemente voluta da una gran parte dei paesi membri, risponde all’esigenza di uniformare e rendere più efficiente la gestione dei flussi in ingresso. L’avvio, per sua natura, sarà progressivo: non tutti i valichi di frontiera adotteranno il sistema simultaneamente, dando modo di affinare le procedure e di mitigare gli impatti iniziali sul traffico passeggeri.

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