Rcs, i ricavi digitali trainano nonostante il calo dell'utile

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo Rcs Mediagroup, che pubblica testate come il «Corriere della Sera» e la «Gazzetta dello Sport», ha reso noti i dati finanziari relativi ai primi nove mesi del 2025, i quali, se da un lato mostrano un consolidamento della presenza digitale, dall'altro rivelano un quadro economico non privo di criticità. I ricavi consolidati, infatti, hanno segnato un calo, attestandosi a 583 milioni di euro, una cifra inferiore rispetto ai 602,3 milioni dello stesso periodo del 2024. Questo dato, tuttavia, viene bilanciato dall'impressionante crescita degli abbonamenti digitali, che hanno ormai superato la soglia del milione e duecentomila unità, confermando una transizione ormai irreversibile verso l'informazione online.

La leadership nell'editoria digitale

Quello che emerge con chiarezza dai bilanci è il ruolo primario che il gruppo guidato da Urbano Cairo ricopre nel panorama dell'informazione italiana. Con quasi 1,3 milioni di abbonamenti attivi, di cui 727 mila riconducibili al solo «Corriere della Sera», la testata principale del gruppo, si delinea una strategia commerciale vincente, la quale, pur in un contesto di ricavi totali in flessione, punta con decisione sul potenziamento della sfera digitale. A questi si aggiungono, completando un'offerta variegata, i 259 mila abbonamenti della «Gazzetta» e quelli delle testate spagnole «El Mundo» ed «Expansion», che contribuiscono a rafforzare la posizione del gruppo a livello internazionale. Il traffico online, d'altronde, con i suoi 30,3 milioni di utenti unici mensili medi nei primi otto mesi dell'anno, non fa che avvalorare questa tendenza, dimostrando un'ampia penetrazione nel mercato.

Il quadro finanziario tra margini e utile netto

Analizzando più nel dettaglio i conti, si osserva come l'EBITDA, ovvero il margine operativo lordo, abbia registrato un lieve incremento, passando da 91,4 a 91,8 milioni di euro. Un miglioramento, seppur modesto, che indica una gestione dei costi attenta e che ha permesso di far salire anche l'EBIT, il risultato operativo, a 52,6 milioni. La vera ombra sul bilancio è rappresentata dall'utile netto, sceso a 31,6 milioni di euro, un dato che, se confrontato con i 32,1 milioni del 2024, segna un calo, seppur contenuto, dell'1,6 per cento. Una dinamica, questa, che evidenzia le sfide che il settore editoriale si trova ad affrontare, nonostante gli sforzi di innovazione.

La quota digitale continua a salire

Il dato forse più significativo, e che meglio racconta la trasformazione in atto, è la quota dei ricavi digitali sul totale, la quale ha raggiunto il 26,1 per cento. Questi proventi, cresciuti fino a 152,2 milioni di euro, costituiscono ormai una fetta consistente del business, dimostrando come gli investimenti in quella direzione stiano producendo i loro effetti. La spinta del digitale, insomma, si conferma essere il motore principale per un gruppo editoriale che, pur navigando in acque finanziarie non sempre facili, continua a puntare sull'evoluzione tecnologica e sulla fedeltà dei suoi lettori, i quali, sempre di più, scelgono di informarsi attraverso le piattaforme online.

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