Superbonus, gli infissi in Pvc trainano la spesa nonostante il calo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Nonostante le previsioni più pessimistiche, il Superbonus ha dimostrato di possedere, nel corso dell'anno passato, una vitalità residua che i numeri del Rapporto Enea sulle detrazioni fiscali rendono con chiarezza. All'interno di questo quadro, gli interventi per la sostituzione degli infissi si sono confermati come il secondo capitolo di spesa per importanza, un dato che sottolinea come gli italiani, nonostante le restrizioni, abbiano continuato a investire sul miglioramento dell'efficienza energetica delle proprie abitazioni. La scelta dei materiali, d'altronde, non ha mostrato scostamenti significativi rispetto al recente passato, con il Pvc che mantiene una posizione di netta predominanza sul mercato, lasciando alle altre tipologie di serramenti quote sostanzialmente invariate se paragonate a quelle del 2023.

Il conto pubblico e lo stato dei lavori

Il costo complessivo sostenuto dallo Stato per il Superbonus 110% si avvicina ormai, come riportato dagli ultimi aggiornamenti, alla soglia dei 128 miliardi di euro, una cifra che riflette l'imponente mole di interventi effettuati su oltre 501mila edifici in tutto il paese. Di questi cantieri, una stragrande maggioranza, che supera il 96%, risulta oggi completata, segnando una fase avanzata dell'esperienza del maxi-incentivo. I dati nazionali, aggiornati a fine ottobre 2025, fotografano un investimento totale che ha superato i 124 miliardi di euro, un flusso di risorse che ha profondamente segnato il settore delle costruzioni e non solo.

Le conseguenze sul mercato edile

Con il graduale esaurirsi degli incentivi più consistenti, il panorama per chi intende ristrutturare è profondamente mutato. Oggi, infatti, portare avanti un cantiere, sia esso privato o pubblico, comporta costi sensibilmente più elevati rispetto al periodo precedente l'introduzione del Superbonus. Le ultime analisi di settore indicano, senza mezzi termini, che i prezzi dei materiali da costruzione permangono su livelli ben più alti, attestandosi in media tra il 30 e il 40 per cento al di sopra dei valori che erano considerati la norma prima della pandemia. Questa situazione, che alcuni osservatori non esitano a definire una tempesta perfetta, continua a rappresentare una sfida considerevole per le imprese e per le amministrazioni locali, molte delle quali sono ancora impegnate nella realizzazione di opere finanziate con i fondi europei.

Il risparmio energetico generato

Oltre all'aspetto puramente economico e di mercato, il Rapporto Enea sull'efficienza energetica fornisce una misura concreta dell'impatto che il Superbonus ha avuto sotto il profilo ambientale e della sostenibilità. Grazie agli interventi effettuati con il 110%, si legge nel documento, l'Italia è riuscita a conseguire nel 2024 un risparmio energetico pari a 4,5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. Un risultato di notevole portata, che tradotto in termini economici equivale a un taglio della spesa per l'energia di circa un miliardo di euro ogni anno, dimostrando come gli investimenti in efficienza possano generare benefici duraturi per l'intero sistema paese.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.