Un euro per Francesco, tre Stati per il Cantico: l’anno del patrono nell’arte e nella numismatica
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Redazione Interno
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A otto secoli esatti dalla scomparsa, la figura di Francesco d’Assisi torna a essere al centro di un’operazione culturale che coinvolge non solo la devozione popolare, ma anche le istituzioni e l’arte della medaglia. La Repubblica Italiana ha infatti reso disponibile da oggi una moneta da 2 euro commemorativa, destinata a entrare nella Collezione Numismatica 2026. L’emissione, che celebra il patrono d’Italia, si articola in tre diverse versioni – Fior di Conio (disponibile sia singolarmente sia in rotolino da 25 pezzi), Proof e Reverse Proof – e va ad aggiungersi a un progetto più ampio, destinato a segnare l’intero anno giubilare.
Il filo rosso dell’attualità e l’iniziativa editoriale
Sullo sfondo di questa ricorrenza, che gli storici considerano uno snodo fondamentale per la comprensione della spiritualità medievale, si inserisce anche una nuova pubblicazione destinata a offrire una rilettura contemporanea del messaggio del santo. Si tratta di *Stella di un mattino che non tramonta*, opera di Fra Fabio Nardelli edita da Tau Editrice. L’espressione scelta per il Titolo, che richiama un passo del Siracide, tenta di restituire quella cifra particolare dello splendore agiografico: una luce capace di attraversare le “nubi” del tempo di Francesco – segnato da conflitti politici e trasformazioni sociali – per arrivare intatta fino a oggi, quasi a voler confermare come la sua figura, “confermata a Cristo”, mantenga una presa inaspettata anche sulle sensibilità contemporanee.
Un trittico numismatico senza precedenti
Ma è nel campo della numismatica che l’omaggio a Francesco assume una portata inedita, capace di superare i confini nazionali. Per la prima volta, tre enti statuali differenti – l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per l’Italia, il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e Poste San Marino – hanno sottoscritto una convenzione per realizzare un’emissione coordinata. Si tratta di un trittico di monete commemorative, tutte dedicate al *Cantico delle Creature*, che idealmente unisce le rispettive tradizioni artistiche e produttive. Una collaborazione, questa, che trasforma il gesto commemorativo in un simbolo concreto di unità culturale tra tre realtà vicine geograficamente ma spesso distanti nelle pratiche istituzionali.
Il calendario delle celebrazioni e il lungo ponte verso il 2028
L’ottavo centenario della morte (1226–2026) rappresenta d’altronde solo l’apice di un programma di eventi che, nel caso di Ancona, si estenderà ben oltre la scadenza canonica. Il vasto calendario di iniziative, presentato ieri in Comune con l’intervento di padre Alvaro in qualità di presidente del Comitato per le celebrazioni, si inserisce in un arco temporale più ampio. L’obiettivo dichiarato è quello di far dialogare le ricorrenze francescane con l’imminente nomina di Ancona a Capitale Italiana della Cultura, traguardo fissato per il 2028. Un modo, questo, per utilizzare la memoria storica come volano per una progettualità culturale di respiro pluriennale, dove il lascito del patrono d’Italia diventa occasione per ripensare il rapporto tra arte, territorio e identità.




