Renault smonta Mobilize, chiude il car sharing e il quadriciclo Duo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo Renault, dopo un'attenta analisi della sostenibilità economica dei progetti, ha deciso di archiviare le attività più sperimentali della divisione Mobilize Beyond Automotive, segnando la fine del servizio di car sharing e dell'avventura del quadriciclo elettrico Duo. La scelta, che rientra in una più ampia ristrutturazione strategica, sancisce di fatto il tramonto di un modello di business che, nonostante gli sforzi, non ha attecchito come previsto, evidenziando le difficoltà strutturali che la sharing economy applicata alla mobilità continua a incontrare nel trasformarsi in un'operazione finanziariamente solida e replicabile su larga scala.

Un esperimento concluso dopo quattro anni

Nato all'inizio del 2021 con l'obiettivo di esplorare opportunità di diversificazione oltre la tradizionale produzione di automobili, Mobilize ha svolto, nel corso di un quadriennio, il ruolo di incubatore per innovazioni che spaziavano dalla micro-mobilità ai servizi in condivisione. L'iniziativa, che molti osservatori definirono audace, è riuscita a rafforzare le competenze del gruppo in nuovi ambiti, come quello delle soluzioni per la ricarica dei veicoli elettrici, ma i suoi prodotti di punta – il quadriciclo Duo e il servizio di car sharing, tra cui l'esperienza Zity – non hanno garantito quel ritorno economico necessario a giustificarne la prosecuzione autonoma.

La riorganizzazione degli asset promettenti

La ristrutturazione, voluta dal top management, non equivale a un semplice smantellamento. Alcuni di quegli asset, specialmente quelli con maggior potenziale di crescita, verranno infatti integrati direttamente nelle funzioni principali del gruppo. Le attività legate alle soluzioni di ricarica, ad esempio, passeranno sotto la diretta responsabilità di Fabrice Cambolive, Chief Growth Officer di Renault Group, in un'ottica di razionalizzazione e di focalizzazione su ciò che può contribuire al core business. Il CEO François Provost, che sta preparando un nuovo piano strategico, ha dunque operato una selezione, separando ciò che era considerato non sostenibile da ciò che può ancora essere valorizzato all'interno del conglomerato.

Il contesto di un settore in difficoltà

La decisione di Renault riflette una tendenza più ampia, che vede la cosiddetta stagione "romantica" della micro-mobilità e dei servizi in condivisione giungere a un punto di svolta pragmatico. L'industria nel suo complesso, del resto, fatica a trovare un equilibrio tra gli alti costi operativi, la gestione delle flotte e la domanda dei cittadini, spesso fluttuante e condizionata da fattori esterni. La chiusura di questi progetti, per quanto attesa da alcuni analisti, rappresenta un capitolo significativo nell'evoluzione della mobilità urbana, segnando il passaggio da una fase esplorativa e pionieristica a una più matura, dove la redditività diventa il parametro imprescindibile per qualsiasi investimento futuro.

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