L'antibiotico non è una cura per l'influenza, l'allarme degli esperti: il picco non è ancora finito
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Redazione Salute
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Ogni anno, l'Istituto Superiore di Sanità rileva tra i 12 e i 16 milioni di casi di infezioni respiratorie acute, il cui picco — quel momento in cui l'incidenza raggiunge il massimo — si colloca solitamente tra la fine di dicembre e quella di febbraio. Gli esperti dell'Iss, tuttavia, avvertono che, una volta superata questa fase acuta, non bisogna abbassare il livello di guardia perché i contagi, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, "non diminuiscono bruscamente" ma seguono un declino solo graduale, prolungando la pressione sul sistema sanitario.
L'emergenza nei pronto soccorso e la carenza di risorse
A Bari, intanto, i pronto soccorso sono presi d’assalto e operano al limite della tenuta a causa dell'ondata influenzale ancora in corso. I medici, denunciando una grave carenza di posti letto e di respiratori, parlano di una vera e propria emergenza, acuita da un afflusso incessante di pazienti, in particolare tra gli anziani, i bambini e i soggetti più fragili. Una pressione che, come sottolineano gli operatori, è destinata ad aumentare ulteriormente nelle prossime settimane, complice la riapertura delle scuole dopo le festività.
I dati sui ricoveri e i bambini tra i più colpiti
Nell'ultima settimana del 2025, negli ospedali dell'Ulss 1 Dolomiti sono state ricoverate più di cinquecento persone, quasi tutte per influenza o per le sue complicanze. I bambini fino ai quattro anni di età risultano essere tra i più colpiti dalla sindrome, che tiene a letto, tra starnuti e febbre alta, moltissimi cittadini. I dati, presentati nel corso di un punto stampa dedicato allo stato della sanità locale, fotografano una situazione di criticità che potrebbe acuirsi proprio con il ritorno in classe degli studenti.
Il calo apparente dei contagi e lo spettro di una risalita
Secondo l'ultimo rapporto RespiVirNet dell'Iss, relativo alla settimana dal 22 al 28 dicembre, l'influenza stagionale ha mostrato un rallentamento, con una stima di circa 820.000 nuovi casi e un'incidenza scesa a 14,5 casi ogni mille assistiti. Il totale dall'inizio della stagione ha così raggiunto i 6,7 milioni di infezioni respiratorie acute. Questo calo, però, viene definito dagli esperti solo "apparente", poiché a gennaio, con la ripresa delle attività scolastiche e sociali, i contagi potrebbero risalire, confermando la natura insidiosa e protratta dell'epidemia stagionale.




