Concordato preventivo biennale, preoccupazioni e richieste di proroga

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A meno di due settimane dalla scadenza del 31 ottobre, il concordato preventivo biennale continua a destare forti preoccupazioni tra contribuenti e professionisti fiscali. Il consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, attraverso il suo presidente Elbano de Nuccio, lancia un allarme: "Senza un intervento rapido del governo, il rischio è che la misura risulti inefficace, soprattutto a causa di tempi tecnici strettissimi e di gravi incertezze normative sulle annualità pregresse". Anche i consulenti del lavoro chiedono più tempo per l’adesione al concordato: “Difficoltà aggravate dalle modifiche normative”. Il Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, guidato dal marito della ministra del Lavoro Marina Calderone, Rosario De Luca, ha scritto al governo per chiedere di prorogare il termine di adesione al concordato preventivo biennale ora fissato al 31 ottobre 2024. Stessa richiesta già arrivata dai commercialisti – alcune associazioni hanno annunciato sciopero – e dai tributaristi, ma è stata respinta dal viceministro con delega al fisco Maurizio Leo, alle strette perché occorre sapere al più presto se dal discusso accordo tra partite Iva e fisco arriveranno risorse con cui allargare la flat tax e ridurre l’aliquota del 35% per “aiutare il ceto medio”.

Il ministero dell'economia e delle finanze ha lanciato una campagna di comunicazione per incentivare l'adesione al concordato preventivo biennale. Il video promozionale, pubblicato ieri sulle pagine del Mef, inquadra i soggetti che potrebbero firmare un patto con il fisco con la domanda: “Hai una Partita Iva e vuoi pagare il giusto?”. Federcontribuenti, associazione nazionale impegnata nella tutela dei diritti dei contribuenti, con l’assistenza legale dello studio Quarta & partners, ha presentato un esposto al Garante del contribuente del Lazio. Oggetto della segnalazione sono alcune pratiche amministrative adottate dall’Agenzia delle entrate nell’ambito delle comunicazioni riguardanti il concordato preventivo biennale (Cpb), che si ritengono scorrette e potenzialmente in contrasto con le normative vigenti.

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