Volkswagen chiude tre fabbriche in Germania

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Volkswagen, il colosso automobilistico tedesco, ha annunciato la chiusura di tre stabilimenti in Germania, una decisione che ha scatenato una reazione durissima da parte dei sindacati e ha fatto scattare l'allarme rosso a Berlino. La crisi del primo gruppo automobilistico europeo è stata aggravata dalla crescente concorrenza della Cina e dal forte rallentamento delle vendite di vetture elettriche, settore in cui Volkswagen aveva investito ingenti risorse per rispettare il diktat dell'Unione Europea che prevede, a partire dal 2035, la produzione esclusiva di veicoli a batteria.

La chiusura degli stabilimenti, che comporterà il taglio del 10% degli stipendi e la delocalizzazione di alcune attività, è stata motivata dalla necessità di risparmiare 4 miliardi di euro e di rimediare a scelte gestionali errate. La decisione di Volkswagen, che ha suscitato preoccupazione anche in Italia, primo esportatore di componentistica in Germania, potrebbe avere ripercussioni significative sull'intera filiera dell'automotive europea.

Paolo Scudieri, leader nazionale dell'automotive con il Gruppo Adler e già presidente dell'Anfia, ha sottolineato come la chiusura degli impianti tedeschi, che producono principalmente auto elettriche, potrebbe portare a un maggiore focus sulle auto ibride. La crisi dei costruttori europei, Renault esclusa, è generalizzata e le difficoltà sono state annunciate nelle scorse settimane dagli allarmi sui profitti di Ford e Mercedes, nonché dalle tribolazioni di Stellantis.

La pianificazione accelerata della transizione ecologica, con la cessazione nel 2035 della produzione di motori alimentati da combustibili fossili, è stata indicata come una delle cause principali della crisi.

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