Germania: Volkswagen chiude tre impianti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La crisi che ha colpito Volkswagen, uno dei colossi dell'industria automobilistica tedesca, ha portato alla decisione di chiudere almeno tre stabilimenti in Germania, mettendo a rischio decine di migliaia di posti di lavoro. La notizia, confermata ieri dal Consiglio di fabbrica del Gruppo, rappresenta un duro colpo per l'economia tedesca, già in difficoltà a causa delle tensioni commerciali con la Cina e del calo delle vendite di veicoli in Europa.

Le difficoltà economiche del Gruppo, che ha registrato un calo delle consegne del 2,8% nei primi nove mesi del 2024, hanno spinto i vertici aziendali a intraprendere una profonda ristrutturazione. Questa prevede una riduzione degli stipendi del 10% e il blocco degli aumenti fino al 2026, con l'obiettivo di risparmiare circa 4 miliardi di euro. La decisione di chiudere gli stabilimenti, comunicata ai dipendenti il 28 ottobre, ha suscitato reazioni molto dure da parte dei sindacati di categoria, che temono per il futuro dei lavoratori coinvolti.

La presidente del Consiglio di fabbrica, Daniela Cavallo, ha dichiarato che l'azienda intende ridimensionare anche altri impianti in Germania, con ulteriori tagli di posti di lavoro. La crisi di Volkswagen, che ha sempre puntato sull'export, mette in discussione le politiche europee e rappresenta un campanello d'allarme per la Banca Centrale Europea e l'Unione Europea. Le aziende, infatti, stanno iniziando a tagliare posti e stipendi, mentre i rischi di inflazione nel medio termine diminuiscono e aumentano quelli sulla crescita. La domanda interna resta debole, e l'errore di puntare tutto sull'export si fa sentire.

In questo contesto, la chiusura dei tre stabilimenti in Germania rappresenta un evento senza precedenti nella storia di Volkswagen, che per la prima volta si vede costretta ad agire sulle fabbriche nazionali.

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