Due parapendisti si salvano dopo la caduta su alberi a Sale Marasino
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Redazione Interno
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Un pomeriggio di volo sul lago d’Iseo, che appariva promettente grazie a condizioni meteo favorevoli, si è improvvisamente tramutato in una disavventura a mezz’aria. Poco dopo il decollo da Sale Marasino, un parapendio biposto ha perso quota, terminando la sua corsa tra le chiome di alcuni alberi di notevole altezza. I due occupanti, rimasti illesi nonostante la dinamica, si sono trovati in una posizione di estremo pericolo: sospesi nel vuoto, a una decina di metri dal terreno, e bloccati dalla struttura del velivolo e dai rami.
L’intervento dei soccorritori
L’allarme è stato gestito dalla SOREU delle Alpi, mentre la fortuna ha voluto che l’elisoccorso di Sondrio, di ritorno da un’altra operazione, si trovasse già nelle vicinanze. I tecnici specializzati del nazionale Soccorso alpino e speleologico, una volta sbarcati, hanno dovuto compiere un delicato lavoro di avvicinamento e messa in sicurezza. Le operazioni, condotte con precisione per non compromettere l’equilibrio precario dei due uomini, hanno richiesto di calarli a terra uno alla volta, liberandoli dalla loro insolita e rischiosa prigione vegetale.
Un salvataggio tecnico e complesso
La peculiarità dell’incidente, che ha coinvolto persone di 31 e 33 anni, ha reso l’intervento particolarmente complesso. I soccorritori, infatti, non hanno potuto limitarsi a un semplice recupero, ma hanno dovuto agire in un contesto dove il mezzo stesso, impigliato tra i rami, costituiva un ulteriore elemento di instabilità. La riuscita delle manovre, che ha evitato conseguenze fisiche ai parapendisti, sottolinea l’importanza della preparazione specifica per questo genere di emergenze, dove la tempestività deve coniugarsi con una tecnica impeccabile.
Episodi analoghi nella cronaca
Episodi simili, sebbene con esiti altrettanto fortunati, non sono infrequenti nella cronaca legata agli sport aerostatici. Poche settimane fa, ad esempio, un uomo in volo sulla zona della Maddalena, a Brescia, ha sperimentato un’analoga perdita di controllo del parapendio. Anche in quel frangente, il pilota è riuscito a dirigere la caduta verso una macchia alberata, ammortizzando l’impatto e uscendone senza ferite, mentre i soccorsi, già allertati, lo raggiungevano per un controllo. Questi casi, se da un lato evidenziano i rischi intrinseci dell’attività, dall’altro dimostrano come un atterraggio di fortuna in un’area boscosa possa, in certe circostanze, rappresentare un’alternativa salvifica alla caduta libera.




