Stellantis in crisi, ma gli Agnelli salvano il bilancio con Ferrari
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Redazione Economia
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Mentre Stellantis, il colosso automobilistico nato dalla fusione tra Fiat Chrysler e Peugeot, affronta un anno nero con utili in picchiata, la famiglia Agnelli, attraverso la holding Exor, ha trovato un modo per tamponare le perdite. Ieri, infatti, Exor ha venduto il 4% delle azioni di Ferrari, incassando circa 3 miliardi di euro. Un’operazione che, se da un lato evidenzia le difficoltà del gruppo automobilistico, dall’altro dimostra come gli Agnelli sappiano muoversi con tempismo nei momenti di crisi.
I numeri di Stellantis parlano chiaro: nel 2024, gli utili netti si sono attestati a 5,5 miliardi di euro, segnando un crollo del 70% rispetto all’anno precedente. Un dato che ha inevitabilmente pesato sulle quotazioni in Borsa, con il titolo che ha perso oltre il 4% nella seduta del 27 febbraio, proseguendo un trend negativo iniziato già il giorno prima. Le metriche finanziarie non lasciano spazio a interpretazioni: il margine operativo si è fermato al 5,5%, al limite inferiore delle previsioni, mentre il free cash flow industriale ha toccato i -6 miliardi di euro, avvicinandosi al picco negativo dell’intervallo stimato tra i -5 e i -10 miliardi.
In questo contesto, la figura di Carlos Tavares, ex amministratore delegato di Stellantis, è finita sotto i riflettori. Tavares, che ha lasciato il ruolo a dicembre 2023 in anticipo rispetto alla scadenza naturale del 2026, ha portato a casa un assegno di 35 milioni di euro. Di questi, 23 milioni rappresentano la remunerazione per il 2024, con una riduzione del 37% rispetto all’anno precedente, mentre 2 milioni sono stati riconosciuti come buonuscita secondo la legge olandese. A questi si aggiungono 10 milioni di premi legati al raggiungimento di obiettivi di lungo termine, nonostante il mancato conseguimento dei target finanziari a breve termine.
La situazione di Stellantis, tuttavia, non sembra destinata a migliorare nel breve periodo. Le previsioni indicano una possibile ripresa solo a partire dal 2025, ma nel frattempo il gruppo dovrà affrontare una serie di sfide, tra cui il calo della domanda di veicoli elettrici e l’aumento dei costi di produzione. Intanto, il crollo del titolo Stellantis ha trascinato con sé anche Ferrari, che ha registrato una flessione in Borsa, seppur in misura minore.
La mossa di Exor, che ha deciso di disfarsi di una parte delle sue partecipazioni in Ferrari, è stata interpretata come un tentativo di ridurre l’esposizione al settore automobilistico, sempre più volatile. Nonostante il momento difficile, Ferrari rimane un asset di valore, capace di generare liquidità anche in contesti economici complessi. Per gli Agnelli, quindi, si tratta di una strategia che, pur non risolvendo i problemi di Stellantis, permette di mantenere un equilibrio finanziario complessivo.




