Borse europee deboli, Samsung affonda e scuote il comparto dei chip

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le Borse europee restano deboli dopo il crollo di Samsung alla Borsa di Seul, che ha provocato nuove vendite sul comparto dei semiconduttori anche sui mercati del Vecchio Continente. A metà seduta i principali listini si muovono in ordine sparso: Milano resta sopra la parità, Londra e Parigi segnano un lieve rialzo mentre Francoforte perde oltre mezzo punto percentuale. Il clima degli scambi è caratterizzato dalla prudenza, con gli investitori concentrati soprattutto sulla giornata negativa dei titoli tecnologici e dei produttori di chip.

Samsung e i semiconduttori mettono sotto pressione i mercati

Il movimento più rilevante della seduta arriva dal settore tecnologico, dove lo scivolone di Samsung ha avuto effetti immediati sulle società legate ai semiconduttori. Nonostante i conti record, il titolo del gruppo sudcoreano ha subito una forte pressione alla vendita, trascinando al ribasso l’intero comparto dei chip sui mercati asiatici e successivamente anche in Europa. La debolezza dei tecnologici ha così condizionato l’andamento delle Borse europee, che proseguono la giornata senza una direzione uniforme e con un’attenzione elevata verso il settore.

A Piazza Affari alcuni titoli riescono comunque a mantenere un andamento positivo. Fincantieri continua a essere tra i protagonisti della seduta e, dopo il balzo registrato nella giornata precedente, guadagna nuovamente oltre il 6%. In direzione opposta si muove invece StMicroelectronics, che registra un calo del 5,67% seguendo la fase negativa del comparto dei semiconduttori. Sul mercato italiano restano inoltre in rialzo i titoli legati all’energia e alla difesa, mentre lo spread tra Btp e Bund si attesta a 77,5 punti.

La pressione sui chip arriva anche dai future americani

La debolezza del settore tecnologico coinvolge anche i mercati statunitensi, con i future E-mini Nasdaq-100 con scadenza settembre in calo nella sessione pre-market di martedì. Il movimento iniziale al ribasso ha portato l’indice sul lato debole della zona di ritracciamento di breve termine compresa tra 29.806,00 e 30.111,50. Durante gli scambi si è formato un altro massimo inferiore a 30.599,75, elemento che segnala una maggiore presenza di venditori sul mercato.

L’andamento della sessione overnight ha inoltre posizionato l’indice nella condizione di attraversare verso il basso la media mobile a 50 giorni, indicata a 29.590,29. La pressione sui titoli tecnologici arriva dopo una fase in cui il settore aveva nuovamente attirato l’attenzione degli operatori, sostenuto dal ritorno di interesse verso i comparti collegati all’intelligenza artificiale. La seduta attuale mostra invece un movimento opposto, con i semiconduttori che diventano il principale elemento di debolezza.

Wall Street aveva chiuso in rialzo prima della nuova tensione

Il quadro sui mercati americani arriva dopo una seduta precedente positiva per Wall Street, caratterizzata ancora una volta dalla forza dei titoli tecnologici. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,29%, raggiungendo la 21ª chiusura record dell’anno e superando per la prima volta la soglia dei 53.000 punti. L’S&P 500 ha registrato un progresso più marcato, con un aumento dello 0,72%, mentre il Nasdaq Composite ha guidato il movimento con un rialzo dell’1,12%.

Il progresso del Nasdaq era stato sostenuto anche dal recupero dei semiconduttori dopo il recente scivolone dei titoli del comparto. La nuova fase di vendite partita da Samsung ha però riportato attenzione sui rischi legati al settore tecnologico, influenzando l’andamento delle Borse europee e dei future statunitensi. I mercati rimangono quindi concentrati sulle oscillazioni dei produttori di chip e sulle conseguenze che i movimenti del comparto possono avere sugli indici principali.

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