Maine, aereo privato si schianta al decollo in piena tempesta: sette vittime

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un Bombardier Challenger 600, decollato dall'aeroporto internazionale di Bangor poco prima delle otto di sera, ha interrotto bruscamente la sua traiettoria durante una delle peggiori bufere di neve che abbiano colpito la regione quest'anno. La Federal Aviation Administration, dopo le prime comunicazioni laconiche, ha confermato la dinamica, avvenuta alle 19:45 ora locale di domenica 25 gennaio, e il bilancio, terribile, di sette persone decedute e un sopravvissuto in gravi condizioni.

Le indagini sul luogo dello schianto

Sul posto, mentre le squadre di emergenza agivano sotto una coltre di neve – fatto che ha portato alla chiusura temporanea dello scalo, come dichiarato dalla portavoce Aimee Thibodeau –, sono giunti gli agenti federali. La FAA e il National Transportation Safety Board, il cui team di investigatori è atteso sul luogo entro quarantotto ore, hanno già diffuso alcuni elementi preliminari: l’aereo, che trasportava otto persone in totale, è precipitato in fase di decollo per poi prendere fuoco. Di alcuni di essi, come riferito dal New York Post, si conosce l'identità: a bordo, infatti, si trovava Tara Arnold, avvocato di fama dello studio legale texano Arnold & Itkin, la cui scomparsa aggiunge un tassello di notorietà a una tragedia già di per sé raccapricciante.

Il contesto meteorologico e l’ultimo messaggio

La tempesta invernale Fern, che sta imperversando sulla costa orientale, viene considerata un fattore centrale nelle indagini, sebbene le autorità evitino, per ora, ogni conclusione affrettata. A rendere più complessa la ricostruzione, contribuisce un dettaglio inquietante riportato da alcuni media: l’ultimo comunicato radio dalla cabina di pilotaggio, un enigmatico «Sia fatta la luce», che precede di istanti il silenzio e l’impatto. Un messaggio che gli investigatori dovranno interpretare, incrociandolo con i dati della scatola nera e con le condizioni meteo del momento, caratterizzate da visibilità prossima allo zero e formazioni di ghiaccio sulle superfici alari.

La dinamica e le operazioni di soccorso

Le prime immagini dal luogo dell’incidente, tenuto sotto sequestro, mostrano un velivolo sostanzialmente distrutto e carbonizzato, capovolto al limitare della pista. Le fiamme, divampate immediatamente dopo lo schianto, hanno reso estremamente difficoltoso il primo intervento dei soccorritori, i quali sono riusciti comunque a estrarre l’unico superstite, un membro dell’equipaggio, prima di constatare la morte degli altri occupanti. La rapidità dell’evento, concentrato nei secondi critici del decollo, lascia pochi margini di dubbio sulla sua violenza, mentre si attendono i rapporti tecnici sulle procedure seguite dai piloti e sullo stato dei sistemi di bordo.

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