Carne congelata da mesi e locali senza Haccp: i Nas chiudono tre attività nel Bresciano
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Redazione Interno
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Nel quadro di una più ampia operazione di vigilanza sulla filiera alimentare, i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Brescia hanno messo i sigilli a tre esercizi commerciali e sequestrato oltre tre tonnellate di carne, risultata non idonea al consumo umano. Le ispezioni, condotte senza preavviso nell'ultimo fine settimana tra la città e alcuni comuni della provincia, hanno portato alla luce carenze gestionali e igieniche talmente gravi da costringere l'autorità sanitaria locale a emanare provvedimenti di sospensione immediata dell'attività. Il blitz rientra in un monitoraggio costante che i reparti specializzati dell'Arma conducono per garantire il rispetto delle normative sulla sicurezza alimentare, un tema tornato prepotentemente alla ribalta anche per via dei recenti bilanci annuali che parlano di decine di chiusure e centinaia di chili di derrate alimentari sottratte al mercato.
Macelleria nella Bassa, le celle frigorifere diventano un deposito di prodotto a rischio
Il rinvenimento più ingente, per quantità e per potenziale pericolosità, è avvenuto all'interno di una macelleria situata nella cosiddetta Bassa Bresciana. Qui, i militari, procedendo con la consueta meticolosità ispettiva, hanno aperto le celle frigorifere trovandosi davanti a una scena ben diversa da quella auspicabile in un'attività che tratta prodotti freschi. Oltre tremila chili di carne giacevano accatastati, e un primo esame visivo ha subito insospettito gli investigatori. La merce, come emerso dai successivi accertamenti, presentava un duplice e grave profilo di irregolarità. Una parte consistente aveva ampiamente superato i termini massimi di conservazione previsti per lo stato di congelato, con alcune partite che risultavano stoccate da diversi mesi oltre i limiti di legge, un lasso di tempo che ne compromette irrimediabilmente le caratteristiche organolettiche e la sicurezza. Per il resto della carne, invece, il problema riguardava l’etichettatura: questa si presentava talmente approssimativa, incompleta e persino contraddittoria da rendere vano qualsiasi tentativo di ricostruirne la provenienza e il percorso lungo la filiera. L’impossibilità di definire con certezza i tempi di lavorazione e surgelazione, di fatto, azzerava la tracciabilità del prodotto, un elemento cardine della normativa europea a tutela del consumatore. Una ditta specializzata è stata incaricata dello smaltimento dell'intera partita, mentre per il titolare sono scattate le contestazioni amministrative del caso.
Dalla città alla provincia, bar e kebab fermi per allergeni e sporco
Parallelamente all'intervento in macelleria, le pattuglie del Nas hanno concentrato la loro attenzione su tre attività di ristorazione, due delle quali situate nel capoluogo e una in un centro della provincia, che hanno visto abbassare le serrande per disposizione delle autorità. In un bar del centro storico di Brescia, l'ispezione ha rivelato una situazione definita "assai carente" sul fronte dell'igiene generale dei locali e, aspetto ancor più rilevante in termini normativi, la totale assenza del manuale di autocontrollo Haccp, il documento obbligatorio che ogni operatore del settore alimentare deve possedere e aggiornare costantemente per dimostrare di gestire correttamente i rischi specifici della propria attività. Problemi analoghi, seppur con peculiarità diverse, hanno portato alla chiusura di uno street food etnico specializzato in kebab. In questo caso, i carabinieri hanno rilevato l’omessa indicazione delle sostanze allergizzanti contenute negli alimenti preparati e venduti, una mancanza che, come noto, può avere conseguenze gravissime per i consumatori affetti da intolleranze o allergie. Infine, un secondo bar, operativo in un comune della provincia, è finito nella rete dei controlli per una combinazione di fattori: da un lato le condizioni igieniche precarie, dall’altro la medesima omissione riguardante l’informativa sugli allergeni, una violazione che gli organi di controllo stanno perseguendo con crescente attenzione.
Il meccanismo delle ispezioni e le conseguenze per gli esercenti
Queste operazioni dei Nas, che colpiscono duramente gli esercizi inadempienti, seguono un protocollo ben definito volto alla tutela della salute pubblica. Durante un’ispezione, l'attenzione non si focalizza soltanto sullo stato di conservazione degli alimenti o sulla presenza di eventuali infestazioni, ma anche sulla coerenza tra quanto dichiarato nei documenti e quanto effettivamente praticato in cucina o nei retrobottega. Nel caso specifico delle tre attività chiuse, la sospensione temporanea della licenza è una misura estrema adottata dall'autorità sanitaria proprio perché le irregolarità riscontrate rappresentavano un pericolo immediato e concreto per i clienti. I locali potranno riprendere l’attività solo dopo aver completamente sanato le violazioni, adeguando le strutture e le procedure a quanto previsto dalla legge, e dopo aver ottenuto un nuovo nulla osta dai servizi di igiene pubblica. Per i titolari, alle chiusure si aggiungono sanzioni pecuniarie che, in base alla gravità e alla tipologia di infrazione, possono raggiungere cifre considerevoli.
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