Putin e la "strada per la pace", mentre Belgorod piange i suoi morti e Zelensky attende gli inviati Usa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Durante un incontro a margine del vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, tenutosi a Bishkek, il presidente russo Vladimir Putin ha rilasciato una dichiarazione che, pur nella sua consueta enigmaticità, ha subito acceso i riflettori sul futuro del conflitto in Ucraina. A sollevare il tema, come riportato dalle agenzie, sarebbe stato il primo ministro indiano Narendra Modi, il quale aveva caldeggiato una risoluzione pacifica della crisi, esortando Mosca a muoversi concretamente in questa direzione.

La risposta di Putin, riferita dall'agenzia Tass, non si è fatta attendere: "Stiamo percorrendo questa strada" e "stiamo andando proprio in quella direzione". Parole che, sebbene accolte come un segnale di apertura, trovano un riscontro ben diverso sul terreno e nelle valutazioni espresse da Kiev.

Le parole di Putin e l'iniziativa indiana

Il colloquio tra Putin e Modi, avvenuto ai margini del vertice SCO, ha rappresentato un momento diplomatico di rilievo, nel corso del quale il leader indiano ha ribadito la necessità di affrontare i problemi "pacificamente". Modi, la cui nazione ha mantenuto un delicato equilibrio nei rapporti con Mosca e con l'Occidente, sembra aver sollecitato un ruolo più attivo della Russia per porre fine alle ostilità.

Putin, da parte sua, ha rassicurato l'ospite, affermando che la Russia si sta già muovendo verso una soluzione pacifica, accettando di discutere nuovamente la questione in futuro, anche in vista del vertice Brics previsto a Nuova Delhi. Tuttavia, queste rassicurazioni appaiono in netto contrasto con le evidenze belliche delle ultime ore.

L'offensiva su Belgorod: tre morti e oltre venti feriti

Mentre i leader dialogavano a Bishkek, la regione russa di Belgorod, da mesi esposta agli attacchi provenienti dal territorio ucraino, è stata teatro di una delle offensive più intense degli ultimi tempi. Il governatore ad interim Alexander Shuvaev ha reso noto un bilancio drammatico: nelle ultime ventiquattro ore si contano tre morti, tra cui un ragazzo di sedici anni, e ventidue feriti, di cui nove adolescenti.

Secondo le autorità locali, le forze armate ucraine avrebbero colpito il territorio di Belgorod con un'eccezionale intensità di fuoco, effettuando centosessantaquattro attacchi e lanciando centinaia di droni, gran parte dei quali sarebbero stati intercettati dalla difesa aerea russa. Questo scenario di violenza, che colpisce direttamente il suolo russo, rende paradossalmente più difficile interpretare le parole di Putin come un reale preludio alla pace.

Zelensky e gli inviati Usa: "Settembre può cambiare molto"

Un punto di vista diametralmente opposto è arrivato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale ha gettato ulteriore luce sul fronte diplomatico, confermando i contatti con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. In un discorso serale, Zelensky ha rivelato di averli informati sulla situazione al fronte e sugli attacchi russi, discutendo su come "incoraggiare" Mosca a intraprendere la via della fine del conflitto.

Il presidente ucraino ha però espresso un netto scetticismo riguardo alle intenzioni del Cremlino, dichiarando che tutte le informazioni di intelligence, sia ucraine che dei partner occidentali, indicano che Putin "personalmente desidera la guerra". Nonostante ciò, Zelensky ha riconosciuto come il mese di settembre possa rappresentare una svolta, confidando nell'azione degli inviati statunitensi che, secondo le sue parole, "si stanno preparando per degli incontri" con la controparte russa.

Il quadro che emerge è dunque complesso: da un lato le dichiarazioni di Putin, dall'altro la realtà degli attacchi e la profonda sfiducia di Kiev, in attesa di vedere se le prossime settimane porteranno effettivamente a un cambio di rotta nel conflitto.

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