Sciopero dei medici e infermieri, a rischio 1,2 milioni di prestazioni
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Redazione Interno
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Dalla mezzanotte di oggi, è in corso lo sciopero nazionale di medici, dirigenti sanitari, infermieri e altre professioni sanitarie, proclamato dai sindacati Anaao-Assomed, Cimo Fesmed e Nursing Up. La protesta, che si svolge in concomitanza con una manifestazione a Roma, è stata indetta per contestare la legge di Bilancio 2025, considerata deludente dai promotori. Secondo le stime dei sindacati, l'adesione allo sciopero raggiunge punte dell'85%, includendo anche gli esoneri previsti per legge.
Le conseguenze di questa mobilitazione sono significative: si prevede che circa 1,2 milioni di prestazioni sanitarie potrebbero essere annullate. Tra queste, vi sono visite mediche, esami diagnostici e interventi programmati, che subiranno inevitabili ritardi. Tuttavia, i servizi di emergenza saranno garantiti, per evitare disagi ai pazienti in condizioni critiche.
La protesta nasce dalla frustrazione dei professionisti sanitari nei confronti delle misure previste dalla legge di Bilancio, ritenute insufficienti per affrontare le criticità del sistema sanitario nazionale. I sindacati lamentano la mancanza di investimenti adeguati e di risorse per migliorare le condizioni di lavoro e la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Inoltre, denunciano l'assenza di un piano strutturale per il reclutamento di nuovo personale, indispensabile per far fronte alle crescenti esigenze della popolazione.
La manifestazione a Roma ha visto la partecipazione di migliaia di medici e infermieri, che hanno sfilato per le vie della capitale esponendo striscioni e cartelli con slogan contro la legge di Bilancio.




