Siemens mobility acquisisce le tecnologie di Mermec: il sud Italia nel segnale della nuova alta velocità

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Redazione Economia Redazione Economia   -   BARI – C’è un pezzo di Puglia, precisa mente quella industriale e ipertecnologica nata tra le campagne di Monopoli negli anni Settanta, che finirà presto nei meccanismi di precisione del gruppo tedesco Siemens. La controllata Siemens mobility, specializzata nell’ingegneria dei trasporti, ha messo nero su bianco un accordo con Angelo Holding – la holding dell’imprenditore Vito Pertosa, che controlla Mermec – per rilevarne una parte sostanziosa delle attività. Quelle, per intenderci, legate al segnalamento ferroviario, all’elettrificazione delle linee, alle telecomunicazioni e alla diagnostica applicata ai binari. Non ci sono, almeno per ora, cifre ufficiali a corredo dell’operazione: gli aspetti finanziari restano riservati, e il closing – scrivono le parti – è atteso al completamento delle consuete procedure autorizzative.

L’impero della diagnostica ferroviaria nato a Monopoli

Fondata nel 1970, Mermec è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento globale proprio nella misurazione e nell’analisi dei dati infrastrutturali; i suoi sistemi, che molti addetti ai lavori considerano tra i più sofisticati del settore, vengono utilizzati per controllare lo stato di salute dei rail, l’usura dei pantografi e l’integrità delle linee aeree di contatto. A convincere i vertici di Siemens mobility – da sempre a caccia di soluzioni integrate per la digitalizzazione delle reti – non è stata solo la tecnologia in sé, ma la capacità dell’azienda pugliese di combinare diagnostica e segnalamento in un unico ecosistema. D’altra parte, l’alta velocità che corre lungo lo Stivale (e non solo) richiede standard di sicurezza e precisione sempre più stringenti, e qui il know-how di Mermec rappresentava un tassello difficile da ignorare.

Cosa resta fuori dall’intesa e il perimetro dell’acquisizione

L’operazione, che molti osservatori definiscono strategica per gli equilibri europei del settore, non è però un passaggio di consegne totale: dall’accordo vengono escluse alcune realtà del gruppo, tra cui Angelstar, la francese Mont Saint Michel – con la sua controllata Compagnie des Signaux – e MerMec Deutschland. Restano cioè fuori dal perimetro le ramificazioni internazionali che, probabilmente, continueranno a operare sotto il controllo di Angelo Holding. A Siemens mobility andranno invece le attività core nel segnalamento ferroviario, l’elettrificazione, le telecomunicazioni, la diagnostica e quella che viene definita “infrastruttura dati globale”, un’area quest’ultima sempre più centrale nella gestione intelligente dei traffici su rotaia.

Dalla Puglia alla Germania, senza muoversi dal territorio

Sul piano industriale, l’intesa disegna una geografia nuova: la tecnologia pensata e sviluppata a Monopoli finirà per alimentare le piattaforme di digitalizzazione tedesche, ma senza che questo significhi – a guardare le prime dichiarazioni – uno smantellamento del presidio produttivo locale. L’operazione, insomma, porta sostanzialmente un campione italiano della diagnostica ferroviaria dentro il perimetro di un colosso europeo, e lo fa in un momento in cui le reti nazionali chiedono investimenti massicci in manutenzione predittiva e automazione. Di cifre, ripetiamolo, ancora non si parla: nessun dettaglio sui corrispettivi, nessuna anticipazione sugli eventuali impatti occupazionali, ma la sensazione (che qui però non ha valore di giudizio, ma solo di cronaca) è che l’accordo fosse nell’aria da mesi, tra riunioni nei quartieri generali di Berlino e visite nei capannoni di Conversano. Quello che resta, per ora, è un documento firmato, un’attesa per il via libera definitivo e un’intera filiera che si prepara a cambiare pelle.

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