Aumento della tassa di imbarco nel Regno Unito, Ryanair minaccia tagli ai voli

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Redazione Economia Redazione Economia   -   ROMA – Una notizia che non farà piacere ai viaggiatori dagli aeroporti del Regno Unito: la tassa d’imbarco (APD) subirà un aumento significativo, passando da 15 a 142 sterline a seconda della classe di viaggio. Questo incremento, che colpirà anche i numerosi italiani residenti nel Paese, avverrà in due fasi. La prima, già nota, partirà dal primo aprile 2025, mentre la seconda, inaspettata, entrerà in vigore dal primo aprile 2026, come previsto dalla nuova legge di Bilancio britannica.

Ryanair, la compagnia aerea low cost irlandese, ha reagito duramente a questa decisione. Michael O'Leary, amministratore delegato della compagnia, ha minacciato di ridurre migliaia di voli nel Regno Unito, con una possibile diminuzione della capacità di trasporto fino al 10%, equivalente a circa 5 milioni di passeggeri in meno. Questa drastica misura è stata riportata dal Daily Telegraph, che ha evidenziato le dichiarazioni di O'Leary in merito all'aumento delle tasse aeroportuali.

Il governo laburista britannico, guidato dalla Cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves, ha presentato una manovra finanziaria d'autunno che prevede un aumento della pressione fiscale fino al 38% del PIL, un livello mai visto dal dopoguerra. La Reeves, prima donna a ricoprire questo incarico, ha annunciato una stangata da oltre 40 miliardi di sterline (circa 50 miliardi di euro), che ha scosso gli investitori e provocato la peggiore settimana per il mercato dei gilt del Regno Unito in un anno. I costi dei prestiti governativi britannici hanno subito il più grande balzo settimanale da oltre un anno, mentre la sterlina ha affrontato una serie di perdite consecutive.

Questi sviluppi rappresentano una sfida significativa per il Regno Unito, che si trova ad affrontare un aumento della pressione fiscale e una possibile riduzione della capacità di trasporto aereo, con ripercussioni sui viaggiatori e sull'economia del Paese.

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