Conte aderisce all'appello dei giuspubblicisti contro il dl sicurezza: "Atto di gravità assoluta"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, ha sottoscritto l'appello "Per una sicurezza democratica", promosso da oltre 250 giuspubblicisti italiani che definiscono il decreto-legge sicurezza "pericoloso e incostituzionale". In un post sui social, l'ex premier ha ribadito che il provvedimento – approvato dal governo l'11 aprile 2025 – rappresenta "un ulteriore scardinamento del principio di divisione dei poteri e dei valori liberal-democratici stabiliti dalla nostra Costituzione".

L’iniziativa degli accademici, cui hanno aderito anche figure come l’ex deputato radicale Enzo Magi, contesta la scelta di sostituire con un decreto d’urgenza un disegno di legge già in discussione in Parlamento da più di un anno. "Un colpo di mano", lo definisce la costituzionalista Anna Mastromarino, intervistata da Pubblica, secondo cui il testo "fa un uso del controllo e della paura come strumento di governo". Tra le critiche principali, l’introduzione di nuovi reati, la repressione del dissenso e la criminalizzazione del disagio sociale, temi sollevati anche dalle Acli di Avellino, che hanno aderito a un digiuno di protesta promosso da Franco Corleone su invito di don Luigi Ciotti.

"Si colpiscono le persone più vulnerabili", ha dichiarato Mariangela Perito, delegata nazionale delle Acli per i temi della giustizia, sottolineando come il decreto minacci "le libertà, la democrazia e la convivenza civile". Il testo, che ora attende la conversione in legge, ha polarizzato il dibattito istituzionale, con una parte del mondo accademico e dell’associazionismo che ne denuncia l’impianto illiberale, mentre la maggioranza difende la necessità di misure più stringenti.

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