Mosca avverte l'Europa: le fabbriche di armi per Kiev sono obiettivi militari
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Gli stabilimenti europei che producono armamenti destinati all'Ucraina rientrano tra i potenziali obiettivi militari della Russia. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, nel corso di un briefing tenuto il 30 settembre, precisando che la circostanza di trovarsi al di fuori del territorio ucraino non garantisce alcuna sicurezza a queste strutture.
Il riferimento alla produzione di missili Patriot in Polonia
L'avvertimento è arrivato mentre Varsavia valuta la possibilità di ospitare sul proprio territorio un impianto per la produzione di missili intercettori destinati al sistema di difesa aerea Patriot, qualora Washington conceda a Kiev la licenza per fabbricarli. Secondo la portavoce della diplomazia russa, non si deve dare per scontato che gli impianti militari situati oltre i confini ucraini e impegnati nella produzione di armi per il regime di Kiev possano considerarsi al riparo. «Chi pensa il contrario si sbaglia», ha aggiunto.
L'accusa di partecipazione diretta al conflitto
Zakharova ha sostenuto che i paesi europei non si limitano a fornire assistenza militare a Kiev, ma sono ormai direttamente coinvolti nel conflitto attraverso l'apertura di fabbriche di armi e la costituzione di imprese comuni con l'industria ucraina. A giudizio di Mosca, questa cooperazione industriale non avvicina ma allontana una soluzione negoziata della guerra, ritardando la conclusione delle ostilità invece di favorirla.
La risposta dell'Unione europea e il richiamo all'articolo 5
Alla minaccia russa ha replicato il commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, secondo cui un eventuale attacco aereo o missilistico russo contro un impianto di armi situato sul territorio europeo farebbe scattare la clausola di difesa collettiva prevista dall'articolo 5 del Trattato NATO. La dichiarazione, rilasciata ai margini di una riunione della commissione per la Difesa e la Sicurezza del Parlamento europeo, giunge in un momento in cui diversi paesi dell'Unione stanno indagando su una serie di incidenti sospetti verificatisi in stabilimenti della difesa.
L'Estonia ha attribuito ai servizi di intelligence russi un incendio doloso avvenuto in agosto presso la Milrem Robotics di Tallinn, azienda che produce veicoli terrestri senza equipaggio impiegati in Ucraina.
La posizione della NATO e il precedente della Georgia
Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha invitato alla calma di fronte alla campagna di sabotaggio attribuita a Mosca in varie capitali europee, sottolineando che simili azioni non riescono a indebolire il sostegno alle forze ucraine. Ha inoltre osservato che il presidente russo Vladimir Putin non appare al momento disponibile a impegnarsi in un accordo di pace.
Sul piano giuridico, la questione degli obiettivi militari legittimi rimanda all'articolo 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, che riconosce il diritto naturale di legittima difesa individuale e collettiva in caso di attacco armato contro un membro dell'organizzazione, fino a quando il Consiglio di sicurezza non abbia adottato le misure necessarie per mantenere la pace e la sicurezza internazionali.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
