Meteo, l’alta pressione arretra e l’aria fredda del Nord Europa si prepara a invadere l’Italia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’anticiclone che in questo weekend garantirà condizioni di stabilità su gran parte della Penisola, regalandoci un assaggio di quella che sembra quasi un’estate anticipata, è in realtà un colpo di scena destinato a esaurirsi nel giro di poche ore. Già a partire dalla giornata di domenica, infatti, le regioni settentrionali cominceranno a mostrare i primi segnali di cedimento di questo campo di alta pressione; un indebolimento, questo, causato dall’avanzata di correnti decisamente più fredde e instabili provenienti dal cuore del Nord Europa. Se da un lato il Mediterraneo centrale si trova ancora sotto la cappa di un promontorio subtropicale, dall’altro – ed è qui che risiede la complessità del quadro meteorologico – i flussi gelidi legati a un ramo del vortice polare stanno già ridisegnando la mappa barica europea, pronti a scivolare verso sud lungo il bordo orientale dell’anticiclone.

L’incertezza dei modelli e la spaccatura termica sull’Europa

Le proiezioni meteo-climatiche, lo si legge nei bollettini dei principali centri di calcolo internazionali, sono tutt’altro che univoche; ci troviamo di fronte a una fase di transizione dove le ipotesi in campo sono diametralmente opposte. Da una parte, c’è chi scommette su una prosecuzione di questa instabilità atmosferica, con possibili colpi di scena degni del più classico aprile, mentre dall’altra alcuni modelli vedono un graduale ma deciso consolidamento dell’alta pressione. Quello che appare certo, al di là delle interpretazioni modellistiche, è la spettacolare divisione in due dell’Europa: a due passi dall’Italia, l’anticiclone africano è pronto a innescare condizioni da pieno regime estivo, eppure, a stretto contatto con le nostre regioni, l’aria fredda si farà largo, riportando i termometri su valori leggermente inferiori alle medie stagionali, in particolare lungo il versante adriatico e al Nord.

L’arrivo del vortice polare e la fine della stabilità

Sarà quindi una domenica di passaggio, quella del 19 aprile, in cui il tempo inizierà a mostrare il suo volto più variabile proprio laddove l’alta pressione mostra i primi strappi. Le correnti instabili, una volta penetrate nel Mediterraneo centrale, non si limiteranno a un semplice calo termico, ma andranno a generare quelle che i meteorologi definiscono “gocce fredde”, ossia depressioni isolate in quota capaci di innescare piogge e temporali anche di una certa intensità. Per chi si chiedeva come sarebbe stato l’andamento dell’ultima settimana di aprile, la risposta sembra pendere verso un meteo dinamico e perturbato, lontano parente della quiete che molti sperano di trovare durante le imminenti giornate festive.

Contrasti termici e impatto sulle regioni italiane

L’Italia si troverà così esattamente sulla linea di confine tra due anime opposte: mentre le regioni tirreniche e in particolare le Isole Maggiori resteranno ancora ai margini di questo scontro, godendo di un clima relativamente più mite se non caldo, il Nord-Est e le regioni adriatiche subiranno in pieno l’invasione dell’aria fresca. L’effetto sarà quello di un clima quasi “marzolino” in pieno aprile, con un azzeramento di quell’anomalia positiva che aveva fatto schizzare i termometri verso l’alto nei giorni precedenti. Insomma, chi sperava di riporre definitivamente i maglioni farebbe meglio a tenerli a portata di mano: il vortice polare, seppur in un suo ramo secondario, ha ancora intenzione di farsi sentire, scombussolando i piani di chi si era già proiettato verso la bella stagione.

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