Maturità 2026, in Sardegna oltre 12 mila studenti pronti per l'ultima sfida: da domani i primi colloqui orali

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono circa 12.300 gli studenti e le studentesse sardi che, dopo aver superato la fase degli scritti, si apprestano ad affrontare l'ultimo atto della Maturità 2026. I primi colloqui orali prenderanno il via da domani, 23 giugno, nella maggior parte degli istituti dell'Isola, salvo alcune eccezioni legate all'organizzazione interna delle singole scuole e alla pubblicazione dei punteggi delle prove scritte.

L'esame, quest'anno, si presenta con una veste profondamente rinnovata dalla riforma voluta dal Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha ridisegnato le regole del gioco soprattutto per quanto riguarda la prova orale, da sempre considerata il momento più temuto e atteso dai maturandi.

Le novità del colloquio: quattro materie e addio alla tesina

La rivoluzione più significativa introdotta dal nuovo esame di Stato riguarda, senza dubbio, la struttura del colloquio orale, che abbandona definitivamente la vecchia impostazione basata su una tesina o su uno spunto casuale fornito dalla commissione per incentrarsi, invece, su un numero ristretto e ben definito di discipline.

Al centro della prova, infatti, ci saranno solo quattro materie, individuate dal Ministero alla fine di gennaio per ogni indirizzo di studio: a queste si aggiungerà una breve riflessione iniziale del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, con particolare riferimento al Curriculum dello studente.

L'obiettivo dichiarato della riforma è quello di superare le logiche puramente nozionistiche, premiando invece la capacità del ragazzo di argomentare in modo critico e personale, dimostrando di aver maturato una reale padronanza dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline.

Come cambiano le commissioni e il voto finale

Non solo il contenuto dell'orale, ma anche le modalità con cui si svolge l'esame sono state ridefinite per renderlo più agile e meno dispersivo: le commissioni, da quest'anno, sono state ridotte da sette a cinque componenti, con un presidente e due commissari esterni affiancati da due interni. Una semplificazione che, secondo il Ministero, dovrebbe rendere la macchina dell'esame meno complessa e, al tempo stesso, più efficace, liberando risorse da destinare ai compensi dei docenti impegnati.

Per quanto riguarda il voto finale, il sistema resta basato sui centesimi, con la soglia di sufficienza fissata a 60 punti e la possibilità di raggiungere il massimo dei 100 punti, cui si può aggiungere la lode per i candidati eccellenti. Il punteggio complessivo deriva dalla somma di quattro fattori: il credito scolastico, che può arrivare fino a 40 punti, e le tre prove dell'esame (prima, seconda e orale), ciascuna delle quali vale al massimo 20 punti.

Stop alle "scene mute": obbligo di sostenere tutte le prove

Una delle novità più discusse e, probabilmente, più temute dai maturandi è quella che riguarda la validità dell'esame: con la riforma, non sarà più possibile conseguire il diploma senza sostenere attivamente tutte le prove previste. La norma, introdotta per porre un argine al fenomeno delle cosiddette "scene mute", ovvero quei casi in cui uno studente, forte di un credito scolastico elevato e di buoni risultati negli scritti, decideva di non presentarsi al colloquio o di rimanere in silenzio per protesta, avendo già la certezza matematica della promozione.

Ora, invece, chi rifiuterà di svolgere il colloquio orale o non consegnerà una delle prove scritte verrà automaticamente bocciato, a prescindere dal punteggio accumulato in precedenza.

Il calendario e le modalità di pubblicazione dei voti

L'avvio dei colloqui, come accennato, è previsto per la giornata di domani, salvo diverse disposizioni delle singole commissioni, che hanno già provveduto a stabilire il calendario delle interrogazioni durante la riunione plenaria precedente l'inizio dell'esame.

La data di inizio degli orali, tuttavia, è strettamente legata alla pubblicazione dei voti delle prove scritte: come stabilito dall'Ordinanza Ministeriale, i punteggi di italiano e della seconda prova di indirizzo devono essere resi noti almeno due giorni prima dell'avvio del colloquio, escludendo dal computo domeniche e giorni festivi. I candidati potranno consultare le proprie valutazioni sia attraverso l'affissione di tabelloni presso l'istituzione scolastica, sia tramite l'area documentale riservata del registro elettronico.

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