Assedio a Jenin: la Cisgiordania in stato di guerra
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Redazione Esteri
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Jenin, la città della Cisgiordania, è stata assediata in una notte e una giornata di battaglia. La città, situata su una collina, è stata isolata dal mondo chiudendo la strada di accesso dalla valle. Sparatorie, assalti, bulldozer in azione: tutto per stanare alcuni miliziani.
Ma non è solo Gaza che vive una guerra "invisibile" d'Israele. Dal 7 ottobre, il numero di morti palestinesi ha raggiunto un record di 163, più di 5 al giorno. La dura reazione di Tel Aviv all'azione sanguinosa del partito armato palestinese ha riacutizzato un conflitto meno raccontato nell'ultimo mese, che va oltre i confini della piccola enclave incastonata tra Israele ed Egitto.
Se c'è un'area, oltre alla Striscia di Gaza, dove la violenza è fuori controllo, quella è la Cisgiordania. Nella notte i soldati israeliani hanno fatto irruzione nel campo profughi di Jenin, provocando diverse vittime. Ma nella terra occupata da Israele a perpetuare la violenza contro i palestinesi non è solo l’Idf (le Forze di Difesa israeliane), ma sono anche i civili. Delle squadriglie, chiamate kitot konenut in ebraico, che esistono da prima della fondazione dello Stato di Israele, ma dopo l’attacco del 7 ottobre sono state dotate di nuove armi dal governo e sono pronte, in ogni evenienza, a intervenire, soprattutto in difesa, ma, in caso di necessità, anche in attacco.




