Israele intensifica l'assedio su Gaza mentre annuncia piani per la Cisgiordania

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le operazioni militari israeliane proseguono senza tregua a Gaza city, ormai ridotta a un cumulo di macerie, dove le bombe – sganciate su abitazioni, tende di fortuna e persino una panetteria – hanno causato la morte di decine di persone soltanto nelle ultime ore. L’esercito israeliano, che si appresta a entrare nel seicentonovantaseiesimo giorno di un conflitto asimmetrico, ha dichiarato di aver “eliminato” un portavoce di Hamas, Abu Obeida, la cui morte, sebbene non confermata ufficialmente dal gruppo, è stata riportata da diverse fonti arabe. Migliaia di residenti, privi di un luogo sicuro dove rifugiarsi, tentano una fuga disperata; stando agli ultimi aggiornamenti, soltanto ventimila sarebbero riusciti ad abbandonare la città, mentre molti altri, non sapendo dove andare, hanno scelto di rimanere nonostante i rischi.

La situazione umanitaria, già definita catastrofica, registra un ulteriore deterioramento: fonti sanitarie locali segnalano che sette persone sono morte per inedia nelle ultime ventiquattr’ore, a cui si aggiungono i quindici palestinesi uccisi in un assalto a un centro di distribuzione degli aiuti. La Croce Rossa Internazionale ha definito “impossibile e folle” qualsiasi tentativo di evacuazione coordinata, sottolineando come la popolazione sia intrappolata in un conflitto senza via d’uscita. Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, dal canto suo, ha ribadito la volontà di “battere Hamas”, affermazione che giustifica una strategia militare sempre più aggressiva, condotta anche con l’impiego di robot esplosivi che continuano a distruggere interi quartieri.

Parallelamente all’offensiva su Gaza, il governo israeliano – sostenuto politicamente, economicamente e militarmente dagli Stati Uniti, ora guidati da Donald Trump, e da diverse nazioni europee e arabe – sta muovendo passi significativi per estendere la propria sovranità sulla Cisgiordania. Il ministro degli Esteri Gideon Saar ha informato l’omologo statunitense Marco Rubio che Israele “sta preparando il terreno” per applicare la propria giurisdizione sui territori occupati, un’iniziativa che potrebbe concretizzarsi nei prossimi mesi. Tale mossa, annunciata in un momento di massima pressione militare su Gaza, delinea una strategia complessiva di consolidamento del controllo israeliano sui territori palestinesi

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